CITTA' DEL VATICANO. Ieri mattina il Santo Padre ha ricevuto Sua Santità Karekin II, Supremo Patriarca e Catholicos di tutti gli Armeni e successivamente ha salutato i Vescovi, provenienti da vari Paesi, membri della Delegazione del Supremo Patriarca.
Nella tarda mattinata, nella Sala Clementina, il Santo Padre ha presieduto la celebrazione dell’Ora Media alla quale hanno assistito il Patriarca Karekin II, i Vescovi armeni del Seguito ed un gruppo di Fedeli Armeni apostolici di vari paesi di Oriente e di Occidente.
Ricordando nel suo discorso l’imminente Solennità della Pentecoste, Benedetto XVI ha affermato che in quel giorno “pregheremo in particolare per l’unità della Chiesa. (...) Se i nostri cuori e le nostre menti saranno aperti allo Spirito di comunione, Dio potrà nuovamente operare miracoli nella Chiesa, ristabilendo i legami dell’unità . Adoperarsi per l’unità dei cristiani è un atto di fiducia obbediente all’opera dello Spirito Santo, che conduce la Chiesa alla piena realizzazione del progetto divino, in conformità con la volontà di Cristo”.
“La storia recente della Chiesa Apostolica Armena” - ha proseguito il Pontefice - “è stata scritta nei contrastanti colori della persecuzione e del martirio, dell’oscurità e della speranza, dell’umiliazione e nella rinascita spirituale. (...) La ritrovata libertà per la Chiesa in Armenia è stata fonte di grande gioia per noi tutti. L’immenso compito di ricostruire la Chiesa è stato affidato a voi. Non posso mancare di esprimere la mia profonda stima per i notevoli progressi pastorali realizzati in così breve tempo, in Armenia e all’estero, per l’educazione cristiana dei giovani, la formazione del clero, l’edificazione di chiese e di centri di comunità , l’assistenza caritativa ai bisognosi, e la promozione dei valori cristiani nella vita sociale e culturale”.
“Grazie alla vostra guida pastorale, la gloriosa luce di Cristo risplende nuovamente in Armenia e le parole salvifiche del Vangelo possono essere ascoltate ancora una volta. Naturalmente sono molte le sfide che vi trovate ad affrontare a livello sociale, culturale e spirituale. In merito devo menzionare le recenti difficoltà incontrate dal popolo armeno ed esprimo il sostegno nella preghiera della Chiesa Cattolica, nella ricerca di giustizia e pace e nella promozione del bene comune”.
“Nel nostro dialogo ecumenico sono stati conseguiti importanti progressi nella chiarificazione di controversie dottrinali che tradizionalmente ci hanno diviso, particolarmente sulle questioni cristologiche. Negli ultimi cinque anni molto si è realizzato mediante la “Commissione Congiunta del Dialogo Teologico fra la Chiesa Cattolica e la Chiese Ortodosse Orientali, delle quali il Catholicossato di Tutti gli Armeni, è Membro a tutti gli effetti”.
“Preghiamo” - ha concluso il Pontefice - “affinchè la sua attività ci unisca maggiormente fino alla piena e visibile unità e giunga il giorno in cui la nostra unità nella fede renda possibile la celebrazione comune dell’Eucaristia. (...) Solo se sostenuto dalla preghiera e dalle effettiva cooperazione, il dialogo teologico può portare a quell’unità che il Signore desidera per i suoi discepoli”.
AC/UNITÀ/KAREKIN II
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