Mancava poco alla mezzanotte in Italia quando il segretario all’agricoltura, Ann Veneman (foto), ha ufficializzato il primo caso di '' mucca pazza '' negli Stati Uniti. Tracce della bse (l’encefalopatia spongiforme bovina) sono state trovate nelle carni di una mucca macellata nello stato di Washington.
La fattoria di provenienza della bestia è stata messa in quarantena ha spiegato la Veneman che ha chiesto di non ingigantire i timori nella popolazione: "i rischi per la salute umana sono minimi" ha precisato. Gli esami di laboratorio proseguono per accertare se vi siano altri capi infetti e nei prossimi giorni il ministero dell’agricoltura terrà briefing quotidiani con la stampa per informare l’opinione pubblica di ogni sviluppo. Ma intanto è stata immediatamente smentita una possibilità che era stata ventilata: "non c’è alcun nesso con l’allarme terroristico" ha detto la Veneman.
I timori veri, semmai, riguardano il mercato. Pochi minuti dopo l’annuncio del primo caso di mucca pazza negli Usa la borsa di Chicago tremava. "Il prezzo della carne scenderà drasticamente" avvertivano gli esperti di borsa.
E come a confermare questi timori arrivava la notizia che Giappone, Corea del Sud, Singapore e Malesia hanno deciso di sospendere le importazioni di bovini dagli Stati Uniti. Mentre il Canada, paese da cui qualcuno sospetta possa essere giunto il morbo, ha deciso di attendere la conferma delle analisi per chiudere le frontiere alla carne statunitense.
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