Domenica 28 settembre la Moldova ha scelto. Alle urne, i cittadini hanno confermato il sostegno alla prospettiva europea del Paese, già scritta nella Costituzione. Il risultato elettorale consegna al nuovo Parlamento un mandato netto: continuare il percorso verso l’Unione Europea.
Le prime valutazioni dell’OSCE/ODIHR parlano di elezioni competitive e ben organizzate. Non sono mancate difficoltà legate a nuove norme e requisiti di eleggibilità, ma la Commissione Elettorale Centrale è intervenuta con correzioni rapide. L’impianto generale resta giudicato solido.
Sul voto ha pesato l’ombra di Mosca. Dalla disinformazione massiccia ai tentativi di comprare consensi, fino agli attacchi informatici e alla presenza di provocatori addestrati, la pressione russa è stata evidente. L’Unione Europea ha condannato quelle interferenze definendole veri e propri “attacchi ibridi”, con l’obiettivo di destabilizzare il Paese e minarne il processo democratico.
Nonostante tutto, la partecipazione popolare ha mostrato una resistenza chiara. Bruxelles ha espresso apprezzamento per i cittadini e per le istituzioni, riconoscendo lo sforzo di garantire integrità al voto. Ora l’UE guarda al nuovo Parlamento e al prossimo Governo, pronta a lavorare insieme su riforme, crescita economica e rafforzamento della resilienza nazionale.
Il messaggio politico che arriva dalle urne è diretto: la Moldova non intende deviare dal cammino europeo, e chiede che quel percorso trovi conferme concrete nei prossimi passaggi di adesione.
Glossario
- OSCE/ODIHR: ufficio dell’OSCE che monitora elezioni e diritti democratici.
- Commissione Elettorale Centrale: autorità responsabile della gestione del voto.
- Attacchi ibridi: azioni coordinate che combinano disinformazione, cyber-attacchi e pressioni politiche.