Il Pentagono ha annunciato, giovedì, che saranno inviati in Iraq e nel Golfo Persico altri 120.000 soldati. I primi 20.000, provenienti da Fort Hood, in Texas, partiranno nei prossimi giorni, gli altri 100.000 il prossimo mese. Il Pentagono ha anche chiarito che l’ingente spiegamento di forze non rappresenta un mutamento di strategia. Le nuove truppe disporranno di più divisioni meccanizzate rispetto a quelle attualmente impegnate in
La delegazione degli Stati Uniti ha abbandonato, giovedì, la sala della riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu quando l’ambasciatore iracheno, Mohamed Aldouri, ha iniziato a criticare aspramente gli Usa e la Gran Bretagna per l’attacco all’Iraq.
All’ottavo giorno del conflitto, le forze anglo-americane sono ormai posizionate nei sobborghi di Bassora. Lo ha reso noto il capo del contingente britannico per l’offensiva in Iraq, maresciallo delle forze aeree, Brian Burridge.
Diverse ondate di bombe lanciate dai B-52 hanno colpito nella notte una colonna di circa 1.000 veicoli militari, ritenuti parte della Guardia Repubblicana, che si dirigeva verso sud da Baghdad a Najaf, città che per tutta la giornata di mercoledì è stata teatro di aspri scontri.
Nuove, violente, esplosioni sono state udite a Baghdad verso le 21 ora italiana (le 23 in Iraq). Bombardamenti si sono verificati anche poco dopo le 18 ora locale. Già in mattinata gli aerei anglo-americani avevano colpito: alle 08:25, sempre ora locale, sette potenti esplosioni hanno colpito la zona sudoccidentale della capitale irachena, dove si trovano le installazioni militari.
Il Comando Centrale Usa è convinto che sarà difficile sapere quello che è realmente successo, mercoledì, al mercato di Baghdad.
Il governo iracheno è pronto ad utilizzare armi chimiche e batteriologiche per fermare l’avanzata delle truppe angloamericane. Lo ha annunciato il il ministro britannico alla Difesa, Geoff Hoon, in una conferenza stampa congiunta con l’ammiraglio Michael Boyce.
l’esercito iracheno avrebbe ucciso alcuni prigionieri di guerra. Ad affermarlo è il vice capo di Stato maggiore dell’esercito americano, il generale Peter Pace, secondo il quale le forze fedeli a Saddam Hussein si starebbero rendendo protagoniste di crimini "disgustosi".
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