In Italia erano da poco passate le tre e mezzo di notte quando è scattato l’attacco. Almeno una quarantina fra missili Tomawack e Cruise vengono lanciati quasi contemporaneamente dalle navi e dai sommergibili americani dal mar Mediterraneo, dal Mar Rosso e dal Golfo Persico. Dal cielo gli aerei invisibili Stealth sganciano le bombe destinate ai bunker di Saddam.
Secondo gli esperti di strategia militare, infatti, non si è trattato dell’attacco vero e proprio, di quelle 72 ore di bombardamenti massicci, devastanti, preannunciate più volte nei giorni scorsi. È stato piuttosto un attacco a sorpresa, mirato a colpire direttamente Saddam Hussein e i vertici del regime. Un attacco partito dopo indicazioni precise da parte dei servizi segreti americani e andato avanti in tre ondate successive.
Testimoni hanno parlato di fortissime esplosioni che hanno fatto tremare i muri dei palazzi, anche se la zona colpita non era vicina al centro di b Bagdad, ma nella parte di sud-est. Per ora, fonti irachene parlano di una sola vittima. Un attacco mirato a "decapitare", questo il verbo usato dagli americani, i vertici del regime. Un segnale, ripetono gli esperti lanciato per fare chiarezza sul fatto che il nemico non è il popolo iracheno, ma Saddam Hussein.
Un attacco servito comunque anche a mettere alla prova l’efficienza della macchina bellica americana e delle difese irachene. Una sorta di prova generale per quegli attacchi ben più devastanti annunciati nei giorni scorsi e che a questo punto potrebbero cominciare in qualsiasi momento.
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