La stampa in questi giorni ha riportato la notizia che la carne rossa, fresca o lavorata, è probabilmente cancerogena, così come classificata dall'Agenzia IRARC dell'OMS, dimenticando di aggiungere che nella stessa classificazione è stato inserito anche l'alcol.
Il Prof. Mauro Ceccanti, Responsabile del Centro di Riferimento Alcologico della Regione Lazio, Azienda Policlinico Umberto I di Roma, desidera fare il punto circa la pericolosità dell'alcol nella genesi dei tumori.
"Nello stesso rapporto e classificazione dell'OMS si riporta che un altra sostanza ha effetti sulla carcinogenesi molto più importanti della carne rossa e di cui la popolazione dovrebbe essere informata: le bevande alcoliche, infatti, sono inserite nel gruppo 1 (cancerogeni per l'uomo!), da sole o in associazione con l'acetaldeide, una sostanza che si forma durante le prime fasi del metabolismo dell'alcol. Eppure, già nel 2014 l'OMS-IARC avevano pubblicato il "World Cancer Report 2014" in cui si affermava (pag. 97) che l'uso incongruo dell'alcol è correlato in maniera dose-dipendente con i tumori della cavità orale e faringe, della laringe, dell'esofago, del colon-retto, del seno, mentre di altri tumori si attende ancora che si possa o meno stabilire un rapporto di causalità diretto.
L'alcol rappresenta la causa diretta o indiretta del 4,2 % di tutte le morti per cancro e il 4,6 % dei giorni persi durante la vita per disabilità legata al cancro (DALY's). Eppure, l'entità di queste morti può essere ridotta attraverso politiche tese a ridurre i consumi dell'alcol attraverso una diminuzione della disponibilità, un aumento dei prezzi, il controllo delle licenze di vendita. Gli effetti dell'abuso di alcol dovrebbero e potrebbero essere più efficacemente contrastati attraverso un'adeguata opera di informazione, un maggiore impegno nella ricerca e nel trattamento della dipendenza e delle patologie che l'alcol determina o sostiene." Per info: Mauro.ceccanti@uniroma1.it
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