Cellule staminali combinate a chirurgia laser-terapeutica per la ricostruzione e il rimodellamento della cornea, quando ulcere, ustioni, gravi traumi ne compromettono la superficie. È l’ultima novita' della chirurgia oftalmica, presentata a Refr@ctive.online, il congresso Internazionale di Oculistica, Milano, 23-25 settembre 2004.
l’apporto delle cellule staminali per ricostituire il tessuto corneale danneggiato ha da pochi mesi rivoluzionato la terapia in caso di traumi che danneggino gravemente la cornea, che gia' sono stati proposti interventi che ne migliorano l’esito. È quanto ha fatto l’èquipe di Paolo Vinciguerra, responsabile dell’Unita' Operativa di Oculistica di Humanitas, che presenta al congresso milanese (di cui è il promotore) i risultati di uno studio preliminare su tre pazienti.
Vinciguerra infatti, in collaborazione con la Banca delle Cornee di Mestre (Diego Ponzin e Graziella Pellegrini), ha messo a punto una tecnica che combina l’impianto di cellule staminali omologhe (per la rigenerazione del tessuto) con la chirurgia laserterapeutica (PTK) per levigare la superficie della cornea.
"Le cellule staminali -ha spiegato il chirurgo oftalmico- ricavate dall’altro occhio del paziente o da una banca delle cornee, nel giro di qualche settimana sono in grado di ricostituire il tessuto corneale perduto, ma se l’incidente, il trauma subito ha creato una deformita' del tessuto, questa rimane. Per questo motivo abbiamo pensato di abbinare un trattamento col laser per levigare, rimodellare la superficie della cornea fino a eliminare o a ridurre la deformita'".
Questo percorso, ancora sperimentale, ha l’obiettivo di offrire ai chirurghi una valida alternativa al trapianto in casi selezionati o una possibilita' di intervento quando il trapianto non è possibile. l’utilizzo di cellule staminali prelevate dallo stesso paziente evita l’uso di farmaci immunosoppressori per evitare il rigetto.
Al convegno milanese viene presentata anche una nuova tecnica per la Chirurgia Refrattiva, proprio da parte di uno dei ricercatori cui si deve la tecnica Lasik, il greco Pallikaris.
La tecnica Lasik, come è noto, riduce la miopia modificando la curvatura della cornea: per farlo il chirurgo si avvale di una macchina molto sofisticata che dopo aver misurato lo spessore della cornea in vari punti dell’occhio e averne trasferito i dati al computer, taglia e solleva una piccolissima porzione di cornea, leviga la superficie sottostante quel che basta a ridurre la miopia (secondo i dati elaborati dal computer) e riposiziona quindi la fettina di cornea prima sollevata. Il nuovo metodo, peraltro ancora sperimentale -denominato Epilasik- evita il trauma del taglio della cornea: "La tecnica è tanto più precisa, che invece di tagliare la cornea, consente di sollevare il sottile epitelio (si parla di uno spessore fra 50 e 80 millesimi di millimetro) che è adagiato sopra la cornea, effettuare la modificazione della curvatura come con la Lasik, e poi ridistendere l’epitelio. Si evita cosi' il trauma del taglio, l’intervento è più sicuro, il recupero funzionale è più rapido, sono ridotti i disturbi postopertatori".
http://staminali.aduc.it
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