I risultati di due ricerche cliniche mostrano che donne con un tumore ovarico in stadio precoce hanno una maggiore possibilità di sopravvivenza, dopo l'intervento chirurgico, se sono trattate immediatamente con chemioterapia a base di platino.
Ricercatori del Medical Research Council (MRC) britannico hanno coordinato uno studio internazionale chiamato ICON1, il più vasto mai realizzato su donne con tumore ovarico precoce, analizzando 477 pazienti di cinque Paesi: Gran Bretagna, Italia, Svizzera, Irlanda e Brasile.
Per l'Italia lo studio è stato coordinato dal Laboratorio di Ricerca Clinica Oncologica dell'Istituto Mario Negri di Milano e ha potuto essere attuato anche grazie al contributo economico della Fondazione Mattioli.
Lo studio è durato in tutto 9 anni, durante i quali si è potuto constatare che il 79% delle donne che avevano ricevuto una chemioterapia a base di platino immediatamente dopo l'operazione chirurgica era ancora in vita dopo 5 anni dalla diagnosi, in confronto al 70% delle donne non trattate con chemioterapia subito dopo l'intervento.
Le pazienti sono anche state seguite per un controllo sulla ricorrenza della patologia: il 73% delle donne trattate immediatamente con chemioterapia era ancora in vita e non aveva subito una ricaduta della malattia, rispetto al 62% delle pazienti che non aveva ricevuto chemioterapia immediata.
Per determinare con maggiore precisione l'effetto della chemioterapia, i dati provenienti dallo studio ICON1 sono stati aggregati a quelli dello studio ACTION, coordinato dalla European Organisation for Research and Treatment of Cancer (EORTC). Le analisi combinate delle due ricerche (cui ha partecipato un totale di 925 pazienti) supportano l'uso della chemioterapia precoce.
Secondo Valter Torri, capo del Laboratorio di Ricerca Clinica Oncologica dell'Istituto 'Mario Negri' i risultati di questa ricerca "dimostrano che il trattamento immediato con chemioterapia a base di platino-derivati a seguito di operazione chirurgica può migliorare la sopravvivenza e ritardare la ricorrenza in un ampio spettro di donne con tumore ovarico in fase iniziale" .
Prof. Silvio Garattini
Direttore
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