Addentare una golosa fetta di torta, magari farcita di crema o cioccolato, è senza dubbio un piacere enorme per tutti. I dolci, si sa, costituiscono, e non da ora, una grande tentazione per gli esseri umani. Risale addirittura ai Babilonesi il primo accenno alla barbabietola, da cui si ricava lo zucchero, il dolcificante per eccellenza. In un catalogo si parla della pianta, che è menzionata con il termine “selqù” e di cui si dice che viene coltivata nei giardini del Re Meodak-Baladan (722 a.C.).
Tornando però ai nostri tempi, è corretto mangiare cibi a base di zucchero e in che misura?
“Lo zucchero - ci dice il dottor Roberto Volpe, del Servizio Prevenzione e Protezione del CNR di Roma - è una sostanza indispensabile nell’alimentazione umana, poichè fornisce carburante sia per lo svolgimento dell’attività fisica che di quella intellettuale. Le sue calorie, 4 per ogni grammo, sono di rapido assorbimento e ciò lo rende utilissimo nei casi di astenia provocata da un calo degli zuccheri nel sangue, la cosiddetta ipoglicemia. D’altro canto però - prosegue Volpe - ciò provoca un brusco innalzamento della glicemia, evento che si rivela dannoso per i diabetici”.
Lo zucchero viene spesso considerato il principale imputato dell’aumento eccessivo di peso, ma si tratta di un’accusa solo parzialmente vera poichè l’obesità va piuttosto attribuita ad un’alimentazione squilibrata in maniera globale sia per ciò che riguarda la quantità che la qualità .
Non appare corretto, quindi, abolire del tutto lo zucchero dalla dieta. “Secondo una ricerca condotta dall’Università di Harvard - ci spiega il dottor Volpe " e pubblicata sulla rivista “British Medical Journal”, vive più a lungo chi consuma una porzione (da intendersi come 3-4 biscotti secchi, una fetta di torta non farcita o di crostata, una barretta di cioccolata) di dolce al giorno rispetto a chi non ne mangia affatto, ma la durata della vita si allunga ancora di più per chi ne assume solamente 1-2 porzioni a settimana”. Come diceva il medico e filosofo Paracelso, insomma “E’ la quantità che fa il veleno”.
Autore:- Rita Bugliosi
Fonte:- Roberto Volpe, Servizio Prevenzione e Protezione del CNR, Roma, tel. 06/49937630, e-mail: r.volpe@spp.cnr.it
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