MADAGASCAR / MISNA, Aiuti Umanitari dove siete... su Ladysilvia; “Non c’è più niente da mangiare. I campi sono stati distrutti e le alluvioni si sono portate via anche le riserve di cibo. Manca l’acqua potabile e non c’è corrente da giorni.
È urgente che la macchina internazionale dei soccorsi si metta in moto rapidamente, perché le autorità locali non sono in grado di gestire la situazione da sole”: lo ha detto una fonte missionaria della MISNA contatta in Madagascar, lanciando un appello perché nel paese arrivino rapidamente aiuti da destinare alle zone nord orientali dell’isola, colpite lo scorso fine settimana dal ciclone Indlala, il quinto che negli ultimi tre mesi si è abbattuto sulla grande isola dell’Oceano Indiano, causando morte e distruzione.
Secondo l’ultimo bilancio diffuso oggi dalla locale protezione civile, il ’Bureau national de gestion des risques et de catastrophes’ (BNGRC), sono 69 le persone morte in tutta l’isola e due quelle considerate disperse dopo il passaggio di Indlala. Il ciclone ha provocato anche migliaia di sfollati, anche se bilanci certi a riguardo ancora non sono disponibili. Nella sola città di Antalaha, la più colpita dal passaggio di Indlala, sono oltre 5000 le abitazioni danneggiate o inondate dalle acque di un fiume locale esondato dopo le forti piogge che hanno accompagnato la turbolenza atmosferica. Se ad Antalaha circa il 40% delle abitazioni è andato distrutto, la situazione è grave anche nei molti piccoli villaggi circostanti, dove, secondo fonti locali, le piogge e i forti venti hanno spazzato via quasi il 90% delle abitazioni, spesso costruite con materiali di fortuna. “La situazione è davvero grave.
Antalaha è stata completamente distrutta. Tutto intorno solo rovine e desolazione. La gente è ancora molto provata e teme di non riuscire a risollevarsi. La paura principale è che il raccolto di vaniglia (di cui la zona di Antilaha è considerato il principale polo produttivo) sia andato completamente perso e questo creerebbe gravi problemi alla sopravvivenza di molte famiglie anche nel medio periodo, dal momento che quasi tutti nella zona vivono grazie all’indotto del settore” dice la fonte della MISNA, precisando che anche alcune strutture missionarie, soprattutto la locale missione dei Salesiani, hanno riportato gravi danni dopo il passaggio del ciclone. Secondo un bilancio ufficioso quasi l’80% della produzione nazionale di vaniglia (che costituisce la principale fonte di introiti del Madagascar) sarebbe andato perso.
Anche la Croce Rossa ha lanciato oggi un appello urgente chiedendo cinque 500.000 euro da destinare alle vittime dei cicloni e del maltempo che dall’inizio dell’anno si è abbattuto sul nord del Madagascar e che, in totale, ha colpito quasi 300.000 persone. “Il passaggio di Indlala ha aggravato una situazione già estremamente delicata in seguito al passaggio di altre quattro cicloni nei tre mesi precedenti e alle alluvioni causate nella zona nord del paese dal maltempo” fa sapere la Croce Rossa. In realtà l’emergenza umanitaria malgascia non riguarda solo le aree settentrionali colpite dal maltempo, ma anche, paradossalmente, quelle meridionali che da mesi registrano una delle più gravi siccità degli ultimi anni. In totale la doppia emergenza colpisce quasi 800.000 persone secondo recenti stime Onu.
Il governo del Madagascar aveva lanciato ai primi di marzo un appello alla comunità internazionale contenente la richiesta di 242 milioni di dollari in aiuti, per gestire la doppia emergenza. Solo un milione di dollari sarebbe stato messo finora a disposizione dai donatori. [MZ]
LA REDAZIONE
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