CANTO DI PRIMAVERA
Quando la Terra nostra Madre,
all’arrivo della primavera,
sarà irrorata d’acqua
e carica di grano,
carne della nostra carne,
nostro sostentamento,
allora ci potremo riposare.
Le spighe cresceranno
al tocco del Padre Sole,
si trasformeranno in creature nuove,
invocanti le piogge,
le mani tese al cielo.
Da luoghi sconosciuti e silenziosi
gli spiriti di pioggia
ci manderanno il loro umido alito;
nubi pesanti d’acqua lasceranno le proprie case
e verranno a sedersi accanto a noi,
scenderanno dal cielo,
abbracceranno le spighe,
con fresche carezze
copriranno di pioggia la terra;
e laggiù, dove ha iniziato la strada
degli spiriti di pioggia,
si preciteranno i torrenti,
gonfi di fango,
spazzando tronchi e montagne
coperte di muschio;
le crepe d’argilla
di nostra Madre Terra
strariperanno d’acqua.
Che così sia.
Per questo elevo al cielo la mia preghiera.
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