Roma: Dopo lo straordinario successo della scorsa stagione, torna nei Teatri di Cintura l’impresa di rendere La Costituzione (della Repubblica Italiana) diretta da Ninni Bruschetta un grande spettacolo teatrale che da giovedì 26 marzo a sabato 28 marzo viaggerà dal Teatro Quarticciolo al Teatro di Tor Bella Monaca dove approderà martedì 31 marzo e mercoledì 1 aprile.
Lo spettacolo nato da un progetto laboratoriale del teatro biblioteca Quarticciolo in occasione del sessantesimo anniversario della Costituzione Italiana e tenuto dall’attore e regista Ninni Bruschetta, vede in scena un gruppo di cittadini e studenti del VII Municipio che hanno affrontato, con l’ausilio del costituzionalista Michele Ainis, un percorso artistico e civile partendo dai valori che i Padri Costituenti stillarono nella Carta Costituzionale. Le libertà civili e politiche, la forma dello Stato Italiano, il diritto al lavoro, le Istituzioni preposte al governo escono dall’ambito prettamente legislativo per diventare protagonisti sul palco. In scena il sapore della memoria, della tradizione e della nostra identità ma soprattutto la forza identitaria dei valori, dei sogni e delle aspettative di un popolo intero. La Costituzione è una produzione del Teatro di Roma.
L’anno scorso " come ci racconta Ninni Bruschetta " quando abbiamo cominciato questo lavoro, sembrava un salto nel buio. Mettere in scena un testo non teatrale non mi impauriva, ma ero preoccupato da un dato reale: nessuno dei ragazzi selezionati per il laboratorio conosceva la Costituzione italiana. Anzi, a dire la verità , uno sì, l’aveva anche studiata, ma tutti gli altri ne avevano un’idea abbastanza vaga. - Alcuni non l’avevano mai letta. - Eravamo nella media della popolazione del nostro paese.
Io non la riprendevo in mano dai tempi dell’Università , ma l’avevo studiata a fondo e ne ricordavo almeno la straordinaria qualità formale e la grandezza dei contenuti. Per questo mi sono fidato. Ho pensato che i padri costituenti avevano fatto un lavoro geometrico, praticamente perfetto e che tutti sarebbero stati in grado di capirlo. E così è stato. Gli attori, tutti selezionati tra i residenti del VII Municipio, hanno partecipato al laboratorio abbracciando e condividendo i principi di libertà e le regole stesse della nostra carta costituzionale. L’abbiamo letta, l’abbiamo recitata, così com’è.- Poi sono emerse sotto i nostri occhi le contraddizioni con la realtà del nostro paese, l’applicazione relativa, i tradimenti, le- violazioni e nel contempo la sua potenza, la ricchezza dei contenuti, la sua storia insanguinata. Tutto questo ha consentito allo spettacolo di diventare tale, superando la ruvidità del testo giuridico e trasformandosi in un racconto. Ne è nata una messa in scena di carattere evidentemente divulgativo, ma sostenuta da una grande tensione narrativa, in cui la storia della nostra costituzione, l’origine, la nascita e la complicata attuazione, diventano l’occasione per raccontare le grandi emozioni che, nel bene e nel male, hanno attraversato il nostro paese nei suoi ultimi sessant’anni di storia. Il testo è stato costruito assecondando il punto di vista degli attori, tutte persone molto giovani, che di questa storia hanno una memoria frastagliata e certamente non diretta. Ma ciò è stato possibile perché essi hanno interpretato la Costituzione come un testo morale, vi hanno trovato un appiglio sicuro, l’idea sui cui fondare la loro esigenza di essere “attori” sul palco, ma anche nella vita di ogni giorno. Non vi è alcun giudizio, solo la rappresentazione del testo su cui si fonda la nostra civiltà .
musiche- composte ed eseguite dal vivo
Giovanni Arena contrabbasso Riccardo Gerbino percussioni Vincenzo Gangi chitarra Faisal Taher voce
consulenza giuridica Michele Ainis
direttore di scena Laura Giacobbe
luci Vincenzo Lazzaro
Teatro Biblioteca Quarticcolo
via Ostuni 8, Roma - dal 26 marzo al 29 marzo2009
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