Al Teatro della Contraddizione Goethe “A me un dio ha concesso di dire quanto soffro” Phoebe Zeitgeist

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La ricerca destinata al Primo studio si concentra sulla musicalità della parola e del verso di Goethe, unitamente all'individuazione di una dimensione sonora che incarni la tensione del poeta con la realtà, tirata sui nervi, come suon di nerbo, come corde che vibrando trasmettano l'onda psichica ed emotiva di un Tasso definitivamente stordito dal potere.

L'idea drammaturgica scaturisce dalla volontà di ritrovare Tasso nel pieno del suo delirio, una volta recluso nell'Ospedale di Sant'Anna a Ferrara, devastato dagli accadimenti e invaso dalle figure che hanno determinato il suo impazzimento: il paterno Alfonso Duca di Ferrara, lo strategico Antonio segretario di Stato, la seduttiva contessa Lenora Sanvitale e la principessa Lenora d'Este, oggetto dell'amore squilibrato di Tasso.

I versi di Goethe sono quindi ripensati come un canto interiore, musicale e straziante, in cui risuonano le voci che hanno espresso, ma anche causato lo stridore oscuro nell'animo del poeta, suoni che ne hanno infine sovrastato il verso.

L'esperienza drammaturgica è anche quella di calarsi in un linguaggio affascinante come quello che compone il dramma di Goethe e farne percepire tutte le proprietà e qualità, dall'aspetto comico a quello tragico, dall'aspetto fonetico a quello carnale di ciascuna parola. Il lavoro sarà dunque interpretato da un unico attore a cui è affidato il compito di dare vita a questo concerto interiore con l'uso della propria voce e con una continua trasformazione in scena, sotto gli occhi del pubblico.

Il suono e la drammaturgia scenica del suono sono infatti una dimensione di ricerca che Phoebe Zeitgeist presenta da sempre nei suoi spettacoli, utilizzando modi e canali di ricerca differenti, dal suono dal vivo con la presenza in scena di strumenti e musicisti, al suono prodotto live dagli attori con il supporto di dispositivi sia analogici che elettronici.

In questo lavoro si costruisce un'architettura sonora fatta di oggetti sonanti costruiti appositamente per la scena e di risuonatori che hanno la funzione di moltiplicare le frequenze sonore utilizzate, di modularle, di perturbarle.

L'interesse verso questo testo è per Phoebe Zeitgeist in continuità con i lavori precedenti e in particolare con il Baal di Brecht, figura parallela e opposta di artista, irriducibile anch'egli a gerarchie e a rapporti di utilità.

Ma la differenza è fondamentale: Baal è un satiro anarcoide che critica e travolge la società che lo circonda, mentre Tasso desidera fortemente rimanere nel sistema che lo garantisce e lo nutre ma vi è impossibilitato dal continuo cambio di mire e fini che questo sistema attua per sua natura.

Punto comune di queste due figure è invece la dolorosa e vertiginosa solitudine e uno sbilanciamento nel sentire, motivo di tanta forza poetica che diviene nella vita dell'artista un auto condanna fatale.

Il Tasso immaginato da Goethe corrisponde a quello che ritroviamo nelle sue lettere, anch'esse materiale per la drammaturgia, ovvero un individuo fragile, ipersensibile, frenetico.

Tasso è anche, per queste stesse caratteristiche, un uomo in grado di leggere sotto le intenzioni degli altri e scoperchiarle, un artista capace di costruire mondi esemplari, nonché un cortigiano che ha come maggior virtù ciò che la corte trova disdicevole e potenzialmente pericoloso per l'ordine precostituito ovvero “esigere da sé l'impossibile per poterlo esigere poi dagli altri”.

La Compagnia
Phoebe Zeitgeist è una compagnia teatrale con base a Milano.
Le attività di questo gruppo non si limitano alla produzione e alla messinscena degli spettacoli ma si estendono a prove aperte e discusse, mostre, conferenze...
Questa formula allargata permette di discutere il teatro laddove siano presenti altri e molteplici codici di interpretazione del mondo. La specifica di questo gruppo di lavoro è la lettura critica della contemporaneità.
Da qui la scelta di costruire il proprio pensiero a ridosso di quanti più linguaggi disponibili, nella convinzione che le arti siano dei dispositivi eccellenti per una decodifica non banale della realtà.

Phoebe Zeitgeist «ICH BITTE DICH, ENTREISSE DICH DIR SELBST! »
IO TI PREGO, STRAPPA TE A TE STESSO! A me un dio ha concesso di dire quanto soffro.
Una discesa nel verso.
PRIMO STUDIO dal Torquato Tasso di Goethe
genere: avant retrò

Ideazione e regia Giuseppe Isgrò con Daniele Fedeli
Drammaturgia Francesca Marianna Consonni, Giuseppe Isgrò
Voce off Giovanni Franzoni
In video Francesca Frigoli, Maria Bacci Pasello
Quando:
5,6,7 dicembre | Orario inizio: 20:45
Dove:
Teatro della Contraddizione
Via Della Braida 6
20122 Milano
MM3 PORTA ROMANA

Info e prenotazioni:
Tel. +39 02 5462155
prenotazioni@teatrodellacontraddizione.it

Ingresso: Intero €15 - Ridotto €12
Tesseramento gratuito MA necessario
al link: http://www.tesseramentocontraddizione.it/