CITtà DEL VATICANO. Nel pomeriggio del 9 Marzo, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la tradizionale processione penitenziale, nel giorno del Mercoledì delle Ceneri, dalla Chiesa di Sant’Anselmo all’Aventino alla Basilica di Santa Sabina, dove ha presieduto la Celebrazione Eucaristica, con il rito di benedizione ed imposizione delle Ceneri. Il Papa ha ricevuto le Ceneri dal Cardinale Jozef Tomko, Titolare della Basilica ed ha imposto le ceneri ai Cardinali, ai Vescovi ed ai fedeli presenti.
“Iniziamo oggi il tempo liturgico della Quaresima con il suggestivo rito dell’imposizione delle ceneri, attraverso il quale vogliamo assumere l’impegno di convertire il nostro cuore verso gli orizzonti della Grazia“ - ha detto il Papa all’inizio dell’omelia - “Non si tratta di una conversione superficiale e transitoria, bensì di un itinerario spirituale che riguarda in profondità gli atteggiamenti della coscienza e suppone un sincero proposito di ravvedimento“.
“Si tratta, cioè“ - ha proseguito il Pontefice - “di porre in atto un atteggiamento di conversione autentica a Dio - ritornare a Lui -, riconoscendo la sua santità , la sua potenza, la sua maestà . E questa conversione è possibile perché Dio è ricco di misericordia e grande nell’amore. La sua è una misericordia rigeneratrice, che crea in noi un cuore puro, rinnova nell’intimo uno spirito fermo, restituendoci la gioia della salvezza. (...) Dio ci offre ancora il suo perdono, invitandoci a tornare a Lui per donarci un cuore nuovo, purificato dal male che lo opprime, per farci prendere parte alla sua gioia. Il nostro mondo ha bisogno di essere convertito da Dio, ha bisogno del suo perdono, del suo amore, ha bisogno di un cuore nuovo“.
“’L’appello di Cristo alla conversione - ci dice il Catechismo della Chiesa Cattolica - continua a risuonare nella vita dei cristiani. (...) È un impegno continuo per tutta la Chiesa che ’comprende nel suo seno i peccatori’ e che, ’santa insieme e sempre bisognosa di purificazione, incessantemente si applica alla penitenza e al suo rinnovamento’. Questo sforzo di conversione non è soltanto un’opera umana. È il dinamismo del ’cuore contrito’, attratto e mosso dalla grazia a rispondere all’amore misericordioso di Dio che ci ha amati per primo’“.
“Tutti possono aprirsi all’azione di Dio, al suo amore“ - ha esclamato il Pontefice - “con la nostra testimonianza evangelica, noi cristiani dobbiamo essere un messaggio vivente, anzi, in molti casi siamo l’unico Vangelo che gli uomini di oggi leggono ancora. Ecco la nostra responsabilità sulle orme di san Paolo, ecco un motivo in più per vivere bene la Quaresima: offrire la testimonianza della fede vissuta ad un mondo in difficoltà che ha bisogno di ritornare a Dio, che ha bisogno di conversione“.
Il Santo Padre ha ricordato infine il Vangelo di oggi nel quale Gesù rilegge le tre opere fondamentali di pietà previste dalla legge mosaica, l’elemosina, la preghiera e il digiuno e ha affermato che: “Gesù mette in evidenza in queste tre opere di pietà una tentazione comune. Quando si compie qualcosa di buono, quasi istintivamente nasce il desiderio di essere stimati e ammirati per la buona azione, (...). Nel riproporre queste prescrizioni, il Signore Gesù non chiede un rispetto formale ad una legge estranea all’uomo (...) ma invita a riscoprire queste tre opere di pietà vivendole in modo più profondo, non per amore proprio, ma per amore di Dio, come mezzi nel cammino di conversione a Lui“.
“Elemosina, preghiera e digiuno“ - ha concluso il Pontefice - “è il tracciato della pedagogia divina che ci accompagna, non solo in Quaresima, verso l’incontro con il Signore Risorto; un tracciato da percorrere senza ostentazione, nella certezza che il Padre celeste sa leggere e vedere anche nel segreto del nostro cuore“. HML/VIS 20110310 (600)
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