Roma " A trent’anni dall’approvazione della Legge 194, si riaccende il dibattito politico sull’aborto: sono tornate in piazza le donne che nel 78’ manifestarono a gran voce il proprio diritto all’interruzione volontaria della gravidanza.Circa tremila rappresentanti del gentil sesso, ieri pomeriggio, si sono date appuntamento di fronte al Ministero della Salute per ribadire il loro “No” alla revisione di una legge che sancisce il diritto alla libertà di scelta in tema di maternità .Tra i pochi uomini presenti alla manifestazione, il presidente del Movimento nazionale “Italia dei Diritti” Antonello De Pierro che ha espresso accordo e solidarietà nei confronti delle manifestanti, fiere oppositrici di un provvedimento che, se approvato, costituirebbe una minaccia alla laicità di un Paese come il nostro dove, una volta superate le pressioni clericali, da trent’anni si è affermato il diritto decisionale della donna all’interruzione della gravidanza. Tra le altre presenze maschili, oltre a De Pierro, quella del Segretario romano dell’Italia dei Valori Roberto Soldà .“E’ un dovere civile partecipare a manifestazioni contro mere farneticazioni populistiche - ha esordito De Pierro - specialmente da parte di coloro che, da una ferma laicità , condita per altro da forti accenti anticlericali, è passato alle genuflessioni in Vaticano " ha poi proseguito sferzante - assoggettati ai capricci del partito dei vescovi, per assecondare la volontà del suo padrone”..Tra polemiche e reminescenze post - sessantottine, slogan e striscioni, si è così svolto il sit in trasteverino delle donne romane contrarie alla revisione della 194: tra i più bersagliati, il direttore de “Il Foglio” Giuliano Ferrara, fautore della proposta di moratoria sulla legge, oltre che autore di dichiarazioni inerenti la forte polemica nata a seguito di quanto avvenuto nei giorni scorsi a Napoli, dove la Polizia ha fatto irruzione all’interno del reparto di Ostetricia del Policlinico, nel corso di un intervento abortivo di tipo terapeutico, condotto al quinto mese di gravidanza a causa di una grave anomalia genetica a carico del feto.
Quanto mai diretto e deciso prosegue il commento del presidente dell’Italia dei Diritti: “Assistere a chi cerca un pretesto per ravvivare le luci un po’ spente nella vetrina della notorietà e dei consensi, tentando di campeggiare sui titoli di copertina e di cavalcare gli avamposti della notizia " ha poi affermato - è uno spettacolo molto triste da vedere, in particolar modo se si promuove un’azione oscurantista e integralista, che ci catapulta indietro di trent’anni e mortifica la dignità della donna, annullando la libertà di scelta e di autodeterminazione. Politicamente " ha concluso De Pierro - per gli scherani del potere mediatico, è un’ottima mossa per sviare l’attenzione dai problemi veri e seri del Paese”.
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