CITTA' DEL VATICANO, SU Ladysilvia. Il 2 marzo scorso, l’Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto alla LI Sessione della Commissione sulla Condizione della Donna.
All’esame della Sessione erano le conclusioni della IV Conferenza Mondiale sulla Donna e la 23a Sessione Speciale dell’Assemblea Generale intitolata: "Donne 2000: uguaglianza di genere, sviluppo e pace per il XXI secolo": realizzazione di obiettivi strategici e di azioni nelle aree a rischio e ulteriori azioni ed iniziative: eliminazione di tutte le forme di discriminazione e di violenza contro le bambine".
l’Arcivescovo Migliore ha affermato che ogni giorno "vengono commesse e perfino tollerate violazioni dei diritti delle donne, delle adolescenti e delle giovani donne in molti ambienti. Le donne pagano lo scotto della prostituzione infantile, dello sfruttamento sessuale, dell’abuso, della violenza fra le mura domestiche, del lavoro minorile e del traffico degli esseri umani".
"I maltrattamenti subiti dalle donne rappresentano una realtà antica in molti luoghi e il disprezzo per l’età e la vulnerabilità delle fanciulle, in particolare, è oltremodo ripugnante" - ha sottolineato il Nunzio spiegando che tale stato di cose è dovuto innanzitutto "alla convinzione, in alcuni luoghi, dell’inferiorità della donna e della bambina. In alcune tradizioni locali le bambine, considerate un peso finanziario, vengono eliminate ancor prima di nascere. (...) Perfino le bambine alle quali è stato permesso di vivere vengono considerate come una proprietà della quale si può disporre nel miglior modo e il più presto possibile. (...) Anche l’istituzione matrimoniale viene usata per dare una facciata di rispettabilità allo sfruttamento sessuale ed alla schiavitù utilizzando quei sistemi noti come "spose ordinate per posta" o "spose temporanee".
"Per porre fine alla violazione dei diritti umani ed al traffico di donne e bambine" - ha ribadito il Nunzio - "non basta trattare con sensazionalismo la loro tragica condizione, piuttosto è necessario riportare il problema al mercato, che esiste, proprio per la domanda che rende tale commercio possibile e lucroso. Così se la ragione dietro la violenza inferta alle donne e alle bambine è soprattutto un pregiudizio culturale, che comporta lo sfruttamento e il profitto, quale organismo designare per l’intervento e la soluzione di tale situazione?".
"La questione attiene ai diritti umani" - ha detto l’Arcivescovo Migliore - "e non si devono limitare le complessità del traffico di esseri umani a poche leggi o costumi sociali, alla costruzione di qualche rifugio e al reinserimento sociale delle donne in questione. (...) La sensibilizzazione è un mezzo semplice ed efficace per combattere tale fenomeno a livello locale. I villaggi rurali dove la ricerca di impiego obbliga le ragazze a emigrare, devono saper affrontare a livello di comunità e apertamente i rischi ai quali sono esposte le giovani. Già esistono organizzazioni benemerite che possono assistere le comunità in tal senso. Anche gli uomini politici locali e nazionali devono render conto dei loro programmi in relazione a tale questione".
"La promozione della donna" - ha concluso il Nunzio Apostolico - "potrà essere conseguita non solo mediante la legittima rivendicazione dei diritti delle donne, ma anche attraverso la diffusione di un nuovo apprezzamento per i valori autenticamente femminili nel cuore delle nostre società ".
DELSS/PROMOZIONE DONNA/MIGLIORE
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