State zitti, per favore !! - Sono le parole di una professionista della salute, una Dottoressa specializzata in anestesia e rianimazione che ha vissuto il post #terremoto salvando vite trasformate dai traumi. Una donna che ha sentito lo stato d'animo e la sofferenza di tutte quelle persone giunte in quel ospedale in #Ancona in stato d'urgenza. È proprio vero il silenzio è operativo e terapeutico, un contributo reale aiuta più di mille parole. Vivere la sofferenza in prima persona riporta l'essere umano allo stadio primario, quello in cui ci si ricorda dell'essenziale, del proprio corpo trasformato dai traumi subiti.
La speranza e la voglia di azzittire tutti quei dolori atroci che ti investono totalmente. Pensi e speri che tutto passi in fretta e speri di riabbracciare i propri cari. Leggere questa testimonianza ci aiuterà a riflettere.
"State zitti, per favore.
Non c’è molto da fare quando la natura decide così. Ma soprattutto, non c’è molto da dire.
Lavoro all’ospedale regionale di Torrette, Ancona. Ieri ho vinto un simpatico turno di 12 ore in guardia. Abbiamo lavorato poco rispetto a quanto abbiano fatto i nostri colleghi di Ascoli e San Benedetto (bravissimi, perfetti, prontissimi).
Noi eravamo troppo lontani anche per l’elicottero.
Eravamo anche in sotto numero, perché alcuni di noi sono andati a dare una mano giù.
Ma alcuni sono arrivati anche da noi.
Li abbiamo visti in faccia, #muti.
Non parlava nessuno.
Qualcuno riusciva solo a ripetere il nome dei #figli.
Qualcun altro non aveva la forza neanche per #respirare.
Di quelli che abbiamo portato in sala operatoria, molti chiedevano un’anestesia generale
“Fatemi dormire. Non voglio sentire più niente”. Fratture esposte, traumi chiusi,
“Non sento più la gamba. Non c’è più vero? Non ho più la mia gamba vero?”.
“No P. La #gamba c’è, ti operiamo perché pian piano tornerai a sentirla tutta”.
Li ho lasciati ieri sera, dopo averli svegliati. Sembrava stessero bene, ma era troppo bello crederci davvero.
Li ho ritrovati stamattina in #rianimazione. #Vaffanculo.
“Chiamate solo il mio compagno, mi hanno detto che forse è nell’altro ospedale. È successo lo stesso quando eravamo all’Aquila. Mi hanno diviso dai miei familiari”.
Cristo che botta.
#Antinfiammatori, #cortisone, #morfina, #ossigeno. “Sono tutti #ipotermici, preparate liquidi caldi.”
Arriva un trauma, braccio e gamba.
“Ci sono i parenti del ragazzino per il consenso?”
“Non c’è nessuno, lui dice che era con i nonni, ma sono morti”.
Vaffanculo pure adesso.
Mani, volti, capelli pieni di polvere e macerie. “Ok, dorme. Potete iniziare. Operate, noi iniziamo a lavarli un po’”. “Raga i vestiti di A. Dove sono i suoi vestiti? Non dimentichiamoli, ci sono le sue cose dento quella busta. Ridiamogli almeno quelle”.
“Non riuscivo a #gridare. Se gridavo respiravo polvere. I respiri piccoli piccoli per il dolore. Ad un certo punto, ho ceduto. Ho provato a #morire in tutti i modi. Poi gli #angeli mi hanno tirato fuori”.
Adesso, secondo voi, a queste persone i vostri #commenti interessano?
Gli #immigrati, le battute #sarcastiche, le polemiche inutili.
Interessano?
Perché a me non interessano proprio.
E tantomeno a loro.
Allora, per favore, state zitti.
State zitti cazzo. Almeno stavolta".
(Dottoressa specializzata in #anestesia e #rianimazione)
SILENZIO! RESPECT!
fonte #LaDocSunny #chapeau
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