Milano: Forzasilvio it - A metà dicembre, quando l’esecutivo superò la fiducia in Parlamento, la presidentessa degli imprenditori aveva dichiarato: “Questo governo deve governare; piuttosto che avere dei voti risicati meglio, come extrema ratio, andare alle urne“. Esattamente le stesse parole e gli stessi propositi di Silvio Berlusconi.
Il 26 ottobre al meeting di Rimini aveva detto: “Non possiamo permetterci il voto in primavera, il governo deve andare avanti“.
Ed il 5 luglio si era spinta ancora oltre. Dopo un incontro con Berlusconi e Giulio Tremonti, aveva commentato: “Sono state accolte tutte le nostre richieste“.
Nel frattempo che cosa ha fatto il governo? Il 20 agosto, dopo le prime minacce di secessione dei fininiani, il premier ha risposto non con la politica di palazzo ma con un piano di cose concrete in cinque punti: Federalismo; Fisco; Sud; Giustizia; Sicurezza.
Tutti questi provvedimenti sono stati approvati in successivi consigli dei ministri, ad eccezione della riforma della Giustizia bloccata dai finiani. Non crediamo sia a questa che si riferisca Emma Marcegaglia.
In aggiunta agli altri quattro punti è stata approvata in via definitiva la riforma dell’Università che completa l’intero ciclo della rifondazione della scuola, la prima che viene attuata nel dopoguerra. Eppure la Marcegaglia e la Confindustria l’avevano giudicata una riforma fondamentale.
E’ stata approvata e diviene operativa la Banca del Sud.
E’ già operativo il finanziamento della Cassa depositi e prestiti alle piccole e medie imprese.
E’ stata attuata una riforma della previdenza che nel pubblico impiego allinea l’età della pensione per uomini e donne, e che per tutti attua l’aggancio tra pensioni e aspettativa di vita: un meccanismo all’avanguardia in Europa. Il tutto senza un’ora di protesta.
E’ stato reiterato anche nel decreto di fine anno il finanziamento per la detassazione degli straordinari, fondamentale per rilanciare la competitività delle imprese. Ricordiamo che senza questo strumento non si sarebbe discusso né di piano Marchionne né di diverso contratto per la Federmeccanica;
In generale il governo è stato a fianco del mondo del lavoro e delle imprese, e della stessa Confindustria, per tutte le innovazioni contrattuali cui si sono sempre opposti il Pd, la Cgil e la Fiom.
Per tutto questo - in particolare contratti di lavoro e università - il governo non si è fatto intimorire dalla piazza.
Il governo ha difeso gli interessi italiani nelle sedi europee, ha ottenuto la riclassificazione del debito pubblico in base a criteri di sostenibilità, continua a battersi per l’allargamento del piano salva-stati.
La legge di stabilità finanziaria è stata approvata dall’Europa senza alcuna richiesta di manovra aggiuntiva: cioè di altri tagli che avrebbero depresso e forse compromesso la ripresa economica.
Le agenzie di rating, la Bce e la commissione Europea hanno certificato la validità dell’azione del governo, ponendo la stabilità politica come condizione per mantenere il giudizio sui nostri titoli pubblici.
Il governo ha rifinanziato il piano per le infrastrutture, e proprio a fine dicembre è stato completato il tunnel della Variante di Valico sull’A1.
Il governo è dovuto nuovamente intervenire sull’emergenza rifiuti a Napoli, un problema che aveva risolto due anni fa e che la giunta locale ha nuovamente riaggravato.
Il governo ha nominato l’Authority per il Nucleare mettendo il piano atomico italiano nella fase operativa.
E l’elenco potrebbe proseguire.
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