ROMA - Sale operatorie chiuse in tutta Italia oggi per lo sciopero dei lavoratori della sanità pubblica che chiedono il rinnovo del contratto e il rifinanziamento del Servizio sanitario nazionale.
Secondo fonti del settore, si stima che salteranno 90.000 interventi chirurgici a causa dell’agitazione di 24 ore, a cui aderiscono tutte le 42 sigle sindacali di categoria.
"Lo sciopero di domani testimonia il disagio dei professionisti della salute, stanchi di contratti sottoscritti in ritardo, sottofinanziati, male applicati; stanchi che la sanità sia considerata un costo e non un investimento, stanchi di essere eroi silenziosi in un servizio sanitario nazionale in progressivo degrado economico-organizzativo", si legge sul sito del sindacato autonomo Cimo-Asmad, che rappresenta i medici delle Usl.
Il personale medico incrocerà le braccia per chiedere il rinnovo del contratto -- scaduto due anni fa -- e per protestare contro il sottofinanziamento della Sanità e i rischi legati al passaggio di competenze dallo Stato alle Regioni, motivi per cui ha chiesto l’apertura di un tavolo a tre, come si legge sul sito Fps-Cisl.
Domani, dunque, le sale operatorie degli ospedali italiani saranno chiuse, non verranno eseguiti esami, non saranno effettuati i ricoveri e il personale in corsia sarà ridotto.
Saranno comunque garantite le urgenze e il pronto soccorso funzionerà normalmente.
Allo sciopero, che ha l’obiettivo di tutelare i diritti contrattuali e legislativi della categoria ma anche quelli dei pazienti, dovrebbero aderire circa 130.00 medici e 25.000 specializzandi.
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