Almeno 4 delle sei persone nei confronti delle quali la procura di Milano ha spiccato altrettanti mandati d'arresto con l’accusa di terrorismo internazionale, sono finite in carcere.
Due gli arresti a Milano, uno a Padova e uno in Germania. Quest'ultimo è lo sceicco Abderrazzak, ritenuto la guida della falange europea del gruppo al Tanwid, un'organizzazione attiva tra l’Italia e la Germania, che da mesi aveva ormai abbandonato le mere funzioni logistiche di supporto, per trasformarsi in una cellula di reclutamento di volontari per i campi di addestramento per guerriglieri o per attentatori kamikaze. l’inchiesta, coordinata dal pm D'Ambruoso, è partita da lontano, dai gruppi di sostegno individuati negli ultimi anni tra la Lombardia, l’Emilia Romagna e il Veneto. È stato indagando sui componenti di questi gruppi, intercettando le loro telefonate che è emerso il nome, e soprattutto il ruolo di Abderrazzak. Dalle conversazioni di alcuni degli arrestati lo scorso aprile, e in particolare del marocchino Daki e dal somalo Ciise, due personaggi già ritenuti importanti: il primo proveniva dalla stessa Università di Amburgo dove aveva studiato con Mohammed Atta e altri due piloti degli attentati alle torri gemelle. Mentre Ciiise era considerato il tesoriere del gruppo terrorista responsabile degli attentati di nairobi del 2002.
Ma oltre a questo fondamentale è stata la collaborazione di due pentiti -casi rari tra i terroristi islamici- grazie a loro la procura milanese ha potuto delineare il ruolo della cellula italiana, composta tra l’altro anche da una donna, una nordafricana arrestata questa mattina a Padova, nella cui abitazione sarebbe stata sequestrata una grossa somma destinata a finanziare l’attività terroristica, duecentomila euro in contanti. Reclutavano volontari, martiri per l’Islam tra le moschee di Milano e Cremona, ma erano attivi anche in Veneto. Come confermerebbero anche alcune notizie che giungono direttamente dall’Iraq: dopo i documenti provenienti dall’italia ritrovati nei campi d'addestramento del Kurdistan, ora volontari arrivati dal nostro paese sembrerebbero direttamente collegati all’attentato alla sede Onu a Baghdad. Senza contare che proprio alla stessa organizzazione al Tanwid stanno portando anche le indagini relative agli attentati di Instanbul.
l’Italia insomma sarebbe diventata una vera e propria base di reclutamento, e non si può escludere che tra questi volontari qualcuno sia rimasto in Europa, forse anche nel nostro paese. Come sembrerebbe confermare proprio l’allarme lanciato dal ministero dell’Interno nei giorni scorsi in merito al rischio attentati in Italia.
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