Iraq: Berlusconi, addolorato per torture che ostacolano pacificazione

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Sono addolorato per quanto continua ad emergere in questi ultimi giorni sull’Iraq, addolorato per le umiliazioni e le sofferenze inflitte da alcuni soldati americani ad alcuni prigionieri iracheni.

Siamo di fronte ad atti che offendono la dignità delle vittime e rappresentano un ostacolo alla pacificazione di quel Paese.

Quanto è avvenuto nella prigione di Abu Ghraib non può e non deve oscurare la missione di pace e di libertà per la quale i nostri soldati sono in Iraq. L’obiettivo nostro e della Coalizione è chiaro e indiscutibile: portare la democrazia e la libertà a quelle popolazioni oppresse da una delle più lunghe e più sanguinose dittature della storia.

Ma le democrazie sanno reagire e valutare criticamente, senza riserve, episodi che contrastano con le ragioni stesse dell’intervento della Coalizione. Per questo, noi chiediamo che l’inchiesta sulle responsabilità sia severa e approfondita ad ogni livello e che le punizioni siano esemplari. Lo chiediamo anche in virtù del coerente e riconfermato impegno che in Iraq stanno assolvendo, nell’ambito di una missione di pace, i nostri soldati.

Questa dolorosa occasione conferma la forza delle democrazie. La loro capacità e le loro volontà di denunciare le negatività che esistono anche al loro interno. La stampa americana, quella britannica, quella dei Paesi occidentali hanno reagito come sa fare soltanto la stampa libera al servizio dell’opinione pubblica e della verità . E le democrazie dimostrano di avere la forza di correggere le colpe dei singoli e certe negatività del sistema.

Il nostro Governo è rimasto sorpreso e, lo ripeto, addolorato da episodi di cui era completamente all’oscuro. I nostri militari continueranno ad agire per portare condizioni di vita più umane agli iracheni, nel rispetto della dignità , del diritto internazionale e di quello italiano, e in coerenza con il carattere delle nostre missioni di pace, nelle quali è sempre stata riconosciuta l’umanità e la correttezza di comportamento dei nostri soldati.