Creativi Culturali per un Mondo Migliore

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Quante sono le persone che desiderano una società più giusta e pacifica, un'economia etica, uno sviluppo ecosostenibile, una umanità più consapevole? Quanti, in Italia e nel mondo, auspicano stili di vita più sani e autentici, ispirati ai valori della pace, dei diritti umani, dell’ambiente, della qualità della vita, delle relazioni consapevoli e costruttive, della crescita personale e spirituale? Si tratta di esigue minoranze o di parti rilevanti della popolazione?

Finora nessuno era in grado di rispondere con certezza a tali domande, e prevaleva l’opinione che si trattasse solo di gruppuscoli minoritari. Alcune recenti ricerche sociologiche effettuate in vari paesi del mondo, Italia inclusa, sfatano clamorosamente tale opinione e propongono un quadro della situazione assai più positivo e incoraggiante per tutti coloro che hanno a cuore l’evoluzione del genere umano e le sorti del pianeta.
Tali ricerche - illustrate in anteprima mondiale nel libro di Enrico Cheli e Nitamo Montecucco I Creativi Culturali. Persone nuove e nuove idee per un mondo migliore (Xenia edizioni, 2009) - hanno specificamente indagato l’adesione della popolazione ai nuovi valori e stili di vita strettamente connessi con lo sviluppo armonico dell’essere umano e del pianeta, quali: pace, sostenibilità ambientale, economia etica, benessere e qualità della vita, crescita personale e spirituale, relazioni consapevoli e cooperative, ricorso a medicine alternative e alimentazione biologica ecc. I dati rivelano che gli individui sensibili a tali valori non sono affatto pochi ma oscillano anzi tra il 60% e l’85% dell’intera popolazione adulta. Cosa ancora più importante, oltre il 35% mostra particolare coerenza e impegno, cercado di applicarli nella propria vita quotidiana. Per questo tali individui sono stati definiti Creativi Culturali, cioè "creatori attivi di una nuova cultura".
Essi prendono le distanze da molti degli assunti culturali sinora dominanti nella civiltà occidentale - quali materialismo, tecnocrazia, sviluppo economico illimitato, sfruttamento indiscriminato della natura, individualismo egoistico, logica del profitto a breve termine senza curarsi delle conseguenze a lungo termine - e promuovono nuovi valori e visioni del mondo atti a orientare in direzioni più sane, pacifiche ed ecosostenibili i rapporti con se stessi, con gli altri e con il Pianeta.

Sono i valori e le visioni del mondo che determinano le direzioni che le civiltà e gli individui perseguono, e quindi, se si vogliono migliorare i dissesti ambientali e i gravi problemi socioeconomici della nostra epoca occorre cambiare alcuni valori, convinzioni e stili di vita che da secoli dominano incontrastati lo scenario occidentale. I creativi culturali rappresentano l’avanguardia di questo (speriamo) imminente cambiamento culturale epocale.

Pur essendo costituita da individui e gruppi sociali diversificati, questa avanguardia culturale presenta alcuni valori comuni quali: sensibilità ecologica; attenzione alla pace e alla qualità delle relazioni interpersonali; interesse verso la crescita personale e/o spirituale; disinteresse per l’esibizione della posizione sociale; parità di diritti tra maschi e femmine; fiducia nella possibilità di una evoluzione positiva dell’individuo e della collettività. Inoltre, i creativi culturali hanno la tendenza a prendere le distanze dall’edonismo, dal materialismo, dal cinismo mentre danno molto peso ai valori della autenticità e della integrità. Per questa ragione, molti disdegnano la cultura del business, i media, il consumismo. Come osserva il sociologo americano Paul Ray, pioniere delle ricerche sui creativi culturali, essi sono inoltre disincantati dall’idea di "avere più cose", mentre mettono una grande enfasi nell’avere "nuove ed uniche esperienze" e rappresentano il mercato centrale per le terapie e medicine alternative, i cibi naturali, la psicoterapia, i corsi e seminari di crescita personale, le nuove forme di spiritualità. Prediligono il consumo critico e si orientano all’acquisto e fruizione di prodotti culturali più che materiali, producendo in molti casi loro stessi cultura.

Per riconoscersi in tale categoria non è necessario corrispondere a tutti gli aspetti sopra elencati, e una sintonia su una parte di essi è più che sufficiente; del resto il fatto che stiate leggendo questo giornale è già di per sé un indicatore molto attendibile sulla vostra appartenenza ai creativi culturali. Il libro di cui parla questo articolo si propone di aiutare le persone come voi a non sentirsi più delle "mosche bianche" e a comprendere meglio il ruolo che possono svolgere per contribuire in senso positivo al mutamento epocale in corso; si propone altresì di aiutare i Creativi Culturali a superare alcuni lati d'ombra che ne limitano la capacità di incidere in modo rilevante su tale cambiamento; in particolare: 1) la loro elevata frammentazione e divisione interna come movimento; 2) l’inconsapevolezza circa la propria consistenza numerica.

Per quanto riguarda il primo punto va rilevato che è ancora prevalente tra i Creativi Culturali l’idea (erronea) che i diversi ambiti - pace, ambiente, crescita personale, spiritualità, medicine alternative, cibi biologici, economia etica ecc. - e i diversi movimenti che li rappresentano siano elementi autonomi e separati invece che sfaccettature molteplici di un unico grande fenomeno culturale. Tale percezione crea divisioni, rivalità e incomprensioni tra i diversi gruppi e movimenti diminuendone la coesione e la capacità di fare sinergia verso mete comuni.

Riguardo al secondo punto emerge dalle ricerche che i creativi culturali si sottostimano ampiamente, credendo di essere una esigua minoranza. Ciò dipende soprattutto dal fatto che i media parlano assai di rado dei temi, dei valori e delle proposte innovative in cui essi si riconoscono, preferendo trattare notizie, valori e personaggi in accordo con la cultura dominante e la politica tradizionale. In tal modo gli innovatori si convincono di essere pochi e marginali mentre invece non è affatto così. Fortunatamente, grazie anche alle ricerche qui presentate, è possibile oggi disporre di un quadro più veritiero della situazione, ribaltando molti luoghi comuni e dando una forte carica di speranza a tutti coloro che auspicano un mondo migliore.