LA RICERCA DELLA FELICItà

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Esce nelle sale cinematografiche italiane il film “LA RICERCA DELLA FELICItà”.. SU LADYSILVIA, diretto da Gabriele Muccino ed interpretato da Will Smith.

Il film è incentrato sul classico “sogno americano” che ha sempre due facce: quella che da un giorno all’altro puoi perdere il lavoro e trasformarti in un uomo invisibile e quella che può anche offrirti una nuova possibilità . In questo caso si vede il realizzarsi di un uomo di colore che passa dalle stelle alle stalle per rinascere alla fine come l’Araba Fenice dalle proprie ceneri.

Il nostro protagonista ha un figlio di appena cinque anni (Jaden Smith) che adora il padre ed è proprio lui a dargli la forza di non mollare, di non rinunciare al suo sogno di una vita migliore. Il film, a volte patetico oltre che commovente è però alternato a situazioni comiche ben diretto ed interpretato, è basato su una storia vera. Chris Gardner (ben interpretato da Will Smith) è un padre di famiglia di ceto medio che fatica riesce a sbarcare il lunario. Ma ogni rosa ha la sua spina e difatti, nonostante i lodevoli e coraggiosi tentativi di tenere a galla il matrimonio e la vita famigliare, la madre (Thandie Newton) del piccolo Christopher, che ha solo cinque anni (buona interpretazione di Jaden Christopher Syre Smith, figlio di Will) non riesce più a sopportare il logorio della vita moderna dovuto a tante privazioni e, incapace di gestire la situazione, decide di prendere armi e bagagli e piena di dolore decide di andarsene, lasciando così marito e figlio da soli.

Chris, nella nuova condizione di single e per giunta padre, si mette seriamente a cercare un impiego meglio retribuito di quello attuale utilizzando le sue notevoli capacità di venditore. Dopo tanto peregrinare da un’ufficio all’altro riesce ad ottenere un posto da praticante presso una prestigiosa società di consulenza di borsa, e sebbene si tratti di un incarico non retribuito, lo accetta ben volentieri con la speranza che alla fine del praticantato avrà un lavoro e un futuro promettente. Privato dello stipendio, Chris e il figlio, vengono sfrattati dall’appartamento e costretti a dormire nei ricoveri per i senza tetto, nelle stazioni degli autobus, nei bagni pubblici o ovunque trovino un rifugio per la notte.

Nonostante i suoi guai, Chris continua ad essere un padre affettuoso e presente, usando l’amore e la fiducia che il figlio nutre per lui come spinta per superare tutti gli ostacoli che incontra sulla sua stradaed è proprio lui a dargli la forza di non mollare, di non rinunciare al suo sogno di una vita migliore. Sembra che la storia finisca qui in modo drammatico ma la Fortuna con la effe maiuscola questa volta è dietro l’angolo. Indossando sempre il suo abito migliore e l’orgoglio di chi non vuole mollare, Chris troverà una porzione di felicità . Non si rivela il seguito della trama per non guastare il lieto fine . In definitiva Muccino vuole trasformare la storia del sogno americano in qualcosa di più universale, impermeando il film sui rapporti umani e su cosa si è disposti a fare per proteggere la vita ed il futuro di un figlio.

Se vedendo il film si pensasse che è una storia vera si apprezzerebbe di più tutto quello che abbiamo e ci aiuterebbe a trovare la forza ed il coraggio per superare le avversità . Attualmente Chris Gardner è il direttore generale della Gardner Rich & Company, un'azienda di intermediazione finanziaria con sedi a New York, Chicago e San Francisco. Convinto filantropo ed efficace oratore, è impegnato in molte organizzazioni (in particolare appartenenti al mondo educativo) è stato recentemente insignito del premio ''Padre dell’anno'' da parte della National Fatherhood Initiative.

Ha due figli e vive tra Chicago e New York Durante la produzione del film della Columbia Pictures e distribuito dalla Medusa Film Chris Gardner ha deciso di scrivere in un libro non romanzato la sua storia e appena pubblicato dalla Fandango Libri. Tra il libro ed il film ci sono diversi cambiamenti che non nuocciono al racconto. Una curiosità . Alla presentazione del film è stato regalato il Cubo di Rubik (gioco molto in voga negli anni 80).

Il vero Gardner, in vita sua, non lo aveva mai preso in mano ma nel film il cubo serve come espediente per mostrare al pubblico le sue straordinarie capacità che gli permetteranno di imporsi su tutti gli altri candidati al posto di praticante.

Claudio Di Salvo