PRC: la gravità del voto al Senato non interrompa l’azione di governo

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Partito della Rifondazione Comunista su Ladysilvia; “Il Prc ritiene che il governo Prodi debba continuare la sua azione. La gravità del voto che si è espresso oggi al Senato sulla politica internazionale non deve interrompere una esperienza di governo, proprio nel momento in cui più significativamente si è delineata una linea di discontinuità con il precedente governo, di autonomia e di ricerca di un ruolo del nostro Paese nella direzione della pace”. E’ quanto si sottolinea in una nota della segreteria nazionale del Prc.

“Riteniamo che questa richiesta sia in sintonia con il sentimento diffuso tra il nostro popolo e nelle associazioni e i movimenti democratici, anche in coloro che hanno dato vita in questi mesi alle grandi mobilitazioni che hanno attraversato il Paese. E’ in questo senso paradossale la distanza che il palazzo ha dimostrato oggi dal popolo reale - continua la nota - Proprio per questi motivi, il governo Prodi può contare sulla fiducia e il sostegno del Partito della Rifondazione Comunista”.

Per quanto riguarda, infine, la non partecipazione al voto del senatore Franco Turigliatto " si conclude - la segreteria ritiene il suo comportamento non solo sbagliato ma incompatibile con le scelte e la modalità di relazione dentro la comunità politica del partito. E’ infatti l’atto più antidemocratico e violento utilizzare una postazione di privilegio per cambiare le decisioni e la collocazione politica che il partito e i gruppi parlamentari democraticamente assumono. La segreteria nazionale del PRC valuterà l’ulteriore sviluppo della situazione politica a partire dall’incontro che si terrà fra poco al Quirinale”.

appello dei movimenti: Il governo Prodi vada avanti
Non c’è nessun motivo per trasformare il voto del Senato in una crisi politica generale.

Intervenendo al Senato il Ministro degli Esteri D’Alema ha evidenziato gli elementi di discontinuità che caratterizzano la politica estera del nostro governo indicando alcuni importanti impegni e obiettivi che debbono essere portati avanti con ancora più determinazione insieme alle organizzazioni della società civile e agli enti locali che nel nostro paese operano in tanti per la pace, i diritti umani e la giustizia.

Grandi sfide sollecitano il nostro paese ad assumersi sempre maggiori responsabilità in Europa e nel mondo. Di questa nuova politica c’è bisogno per contribuire attivamente al superamento dell’unilateralismo e delle logiche di guerra, per ridare spazio alla politica, al diritto e alle istituzioni internazionali democratiche, alla lotta alla miseria, alla prevenzione e soluzione pacifica dei conflitti, alla giustizia e alla democrazia internazionale.

Chiediamo al Governo Prodi di mantenere aperto il dibattito e il confronto che oggi si è svolto al Senato e di estenderlo a tutto il paese perché sempre più grande sia la consapevolezza e la partecipazione diretta dei cittadini e delle loro organizzazioni.

Ci sono molti valori e obiettivi condivisi dalla stragrande maggioranza degli italiani. Ci sono anche scelte che debbono ancora essere dibattute e compiute in modo democratico e partecipato.

Il Governo Prodi vada avanti. Lo deve agli italiani che non sopporterebbero di tornare indietro. Lo deve ai tanti cittadini del mondo che confidano nella nuova politica estera dell’Italia.

Primi firmatari:
- Arci
- Associazione per la pace
- AUSER
- Beati i costruttori di pace
- Centro per la pace Forlì Cesena
- CNCA Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza
- Consorzio Italiano di Solidarietà
- Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace e i diritti umani
- Forum Ambientalista
- Gruppo Abele
- Lega per i diritti e la liberazione dei popoli
- Libera
- Lunaria
- Rete Nuovo Municipio
- Tavola della Pace
- Uisp
- Un ponte per...

Redazione
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