Alberto Dondena come Ferdinando Bocconi. L’Università Bocconi fu avviata, 104 anni fa, grazie alla volontà dell’imprenditore lombardo di ricordare il figlio Luigi, scomparso nel 1896 nel corso della battaglia di Adua. Oggi grazie a un mecenate laureato all’Università Bocconi, il commercialista Alberto Dondena, parte l’attività di un centro per la ricerca sulle dinamiche sociali dedicato a Carlo Dondena, il figlio recentemente scomparso di Alberto, laureato anch’egli alla Bocconi.
Le attività del Centro “Carlo F. Dondena” per la ricerca sulle dinamiche sociali sono state presentate oggi nel corso del convegno Quale Italia da qui al 2050?, un incontro per riflettere su economia e welfare, a partire dalle previsioni demografiche Istat.
L’oggetto della ricerca del nuovo centro è la trasformazione della società nel medio e lungo periodo, con particolare attenzione a tre ambiti: coesione sociale e disuguaglianza; corso di vita e dinamiche demografiche; politiche pubbliche di welfare.
“I centri di ricerca che si propongono di analizzare la società su base interdisciplinare sono comuni in Europa, meno in Italia”, dice il direttore, Francesco Billari. “Il Centro Dondena si propone, perciò, di porsi al centro di un network internazionale di istituti di ricerca con cui i singoli docenti hanno già rapporti regolari. Per questa ragione sarà presto presentato un comitato scientifico internazionale”.
Due i grandi progetti di ricerca del centro: pubblicare un rapporto annuale sulle dinamiche sociali in Italia e costruire un archivio di dati che possa diventare punto di riferimento per chiunque intenda cimentarsi nella ricerca empirica sui temi di interesse del centro.
“La multidisciplinarietà e l’attenzione ai dati statistici e alla loro qualità sono le caratteristiche metodologiche dell’attività del nuovo centro”, sostiene ancora Billari.
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