l’appello, sottoscritto da centinaia di persone in tutto il mondo, è stato inviato al presidente Ahmadinejad. Le radio iraniane trasmettono il testo integrale, che solleva un coro di voci a sostegno della vita dei condannati. Il cantante Bono aderisce all’iniziativa, che ottiene il supporto di organizzazioni per i diritti umani e Istituti Storici
Ecco il testo della lettera:
Illustrissimo Presidente Mahmoud Ahmadinejiad, abbiamo appreso che l’Autorità Giudiziaria dell’Iran ha confermato la condanna a morte di alcuni ragazzi omosessuali e che la sentenza sarà eseguita presto. Lei è Presidente di un grande Paese, un Paese che ha una lunga, gloriosa storia, un Paese che nei secoli ha contribuito al progresso culturale e umano del nostro mondo. Lei parla spesso di fede e la fede è una luce che illumina il mondo. La fede ci fa sentire tutti fratelli e ci chiede di portare ai nostri simili i doni della pace e della vita. Caro Presidente, viviamo in un tempo difficile, in cui spesso la luce e il buio, l’amore e l’odio, la giustizia e l’ingiustizia si confondono. Tutti noi vorremmo vivere in pace, gli uni a contatto con gli altri, perché le nostre esistenze sono brevi e solo l’amicizia fra esseri umani e popoli diversi può rendere meno doloroso il nostro cammino. Caro Presidente, Le chiediamo di mostrare al mondo un po’ di luce, di mostrare al mondo la santità e la bellezza della clemenza. Risparmi quei ragazzi che stanno per essere uccisi solo perché amano in un modo diverso. l’omosessualità esiste in tutti i Paesi del mondo ed è sempre esistita, anche fra i grandi uomini del passato. La supplichiamo di restituire a quei giovani il loro futuro, i loro sogni, la loro possibilità di fare del bene. Si mostri clemente e vedrà che il seme della Sua clemenza farà germogliare la vita e la pace. Il nostro mondo, così tormentato, ha bisogno di un gesto di compassione e amore per tornare ad essere compassionevole e ad amare. Voglia essere Lei, signor Presidente, a compiere quel gesto: conceda la grazia a quei ragazzi. Vedrà che riceverà da tutto il mondo qualcosa che vale di più dell’oro, del petrolio, del potere: riceverà gratitudine e amore.
Aspettiamo con fiducia il suo gesto di clemenza
l’appello è stato sottoscritto immediatamente da alcune centinaia di persone, ma le sottoscrizioni continuano ad arrivare. Le più recenti sono quelle del Comune di Firenze e dell’Istituto Mantovano di Storia. Il testo della lettera, tradoitto in arabo, ha raggiunto tutti i principali gruppi iraniani che lottano per i diritti umani: una catena di solidarietà che chiede al presidente di non uccidere, di mostrarsi indulgente e promuovere il valore della vita in opposizione al pregiudizio e all’odio fanatico.
Successivamente, in una lettera indirizzata a Roberto Toscano, ambasciatore italiano a Teheran, il Gruppo Everyone di attivisti dei diritti umani ha chiesto l’intervento del nostro governo presso quello iraniano per salvare la vita non solo ai sei ragazzii gay, ma a 20 giovani arrestati di recente nell’ambito della campagna di moralizzazione, e condannati a morte con l’accusa che vanno dagli 'atti omosessuali' alle 'molestie a donnè.
"Attraverso AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL - si legge nella lettera diretta all’ambasciatore Toscano - siamo venuti a conoscenza dell’imminente esecuzione a Teheran di venti uomini condannati, a detta del portavoce dell’Autorità Giudiziaria iraniana Ali Reza Jamshidi, per 'violenza sessuale, rapporti sessuali illeciti e atti contrari alla fedè'. I firmatari ricordano inoltre che ''sempre AKI ha diffuso la notizia dei ''rallegramenti'' del generale Ahmad Reza Radan, capo della polizia di Teheran, per le condanne a morte emesse di recente nei confronti di 20 'delinquenti'''. Gli autori della lettera ricordano che due adolescenti iraniani sono stati impiccati nella piazza Edalat di Mashhad, il 19 luglio 2005. Il caso aveva attratto l’attenzione internazionale a causa dell’età dei ragazzi coinvolti e per l’affermazione che la condanna a morte sarebbe stata pronunciata in realtà per un rapporto omosessuale consensuale. Gli autori dell’appello constatano che ''la situazione sta tragicamente precipitando, e che è in corso in Iran una repressione che molto ricorda quella nazista".
A conclusione della lettera, gli autori chiedono all’ambasciatore Toscano «in rappresentanza del Governo Italiano, e nel caso quanto da noi avanzato si riveli attendibile» di adottare «al più presto le misure più opportune affinchè vengano tutelati i diritti fondamentali dell’individuo e venga salvaguardata la vita umana». (Rah/AKI)
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