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Gennaio
02 2023

Clima e quote di emissione: Pronti per il 55% . Consiglio e il Parlamento raggiungono un accordo provvisorio

"Pronti per il 55%": il Consiglio e il Parlamento raggiungono un accordo provvisorio sul sistema di scambio di quote di emissione dell'UE e sul Fondo sociale per il clima

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Ambiente - Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo politico provvisorio su importanti proposte legislative del pacchetto "Pronti per il 55%" per ridurre ulteriormente le emissioni e affrontarne le conseguenze sociali. L'accordo è provvisorio in attesa dell'adozione formale da parte di entrambe le istituzioni.

L'accordo sul sistema di scambio di quote di emissione dell'UE e sul Fondo sociale per il clima è una vittoria per il clima e per la politica climatica europea. Ci consentirà di conseguire gli obiettivi climatici all'interno dei principali settori dell'economia, garantendo al contempo che i cittadini e le microimprese più vulnerabili ricevano un sostegno efficace nella transizione climatica. Ora possiamo affermare con certezza che l'UE ha mantenuto le sue promesse con una legislazione ambiziosa e che questo ci pone in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici a livello mondiale. - Marian Jurečka, ministro ceco dell'Ambiente

Impianti ETS

Il Consiglio e il Parlamento hanno concordato di accrescere l'ambizione generale, portando al 62% la riduzione delle emissioni entro il 2030 nei settori coperti dal sistema EU ETS.

I colegislatori hanno convenuto una modifica della base del massimale globale di emissioni nell'arco di due anni, rispettivamente di 90 e 27 milioni di quote, e l'aumento del tasso di riduzione annuale del 4,3% all'anno dal 2024 al 2027 e del 4,4 dal 2028 al 2030 ("fattore di riduzione lineare").

La riserva stabilizzatrice del mercato sarà rafforzata mantenendo anche dopo il 2023 il tasso di immissione annuale delle quote più elevato (24%) e definendo una soglia di 400 milioni di quote.

Il Consiglio e il Parlamento hanno convenuto di rafforzare il meccanismo relativo alle fluttuazioni eccessive dei prezzi, anche prevedendo lo svincolo automatico sul mercato delle quote della riserva stabilizzatrice.

Gli impianti che beneficeranno delle quote assegnate a titolo gratuito dovranno rispettare requisiti di condizionalità, anche sotto forma di audit energetici e, per alcuni impianti, di piani in materia di neutralità climatica. Un'assegnazione supplementare a titolo gratuito per un periodo transitorio può essere concessa a determinate condizioni al settore del teleriscaldamento in taluni Stati membri, al fine di incoraggiare gli investimenti nella decarbonizzazione di tale settore. I colegislatori hanno convenuto di sopprimere la deroga per gli impianti di produzione di energia elettrica e di trasferire le quote rimanenti al Fondo per la modernizzazione per sostenere la modernizzazione, la diversificazione e la trasformazione sostenibile del settore energetico.

Entro il 31 dicembre 2026 la Commissione valuterà la possibilità di includere il settore dell'incenerimento dei rifiuti urbani nel sistema ETS, al fine di procedere all'inclusione a partire dal 2028, e valuterà la necessità di un'opzione di non partecipazione fino al 2031.

Settori esposti alla rilocalizzazione delle emissioni di CO₂

Per quanto riguarda i settori coperti dal meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) — cemento, alluminio, concimi, produzione di energia elettrica, idrogeno, ferro e acciaio, nonché alcuni precursori e un numero limitato di prodotti a valle — il Consiglio e il Parlamento hanno convenuto di porre fine alle quote a titolo gratuito per tali settori, nell'arco di nove anni tra il 2026 e il 2034. Durante questo periodo il CBAM si applicherà solo alla percentuale di emissioni che non beneficia delle quote a titolo gratuito nell'ambito dell'EU ETS, al fine di rispettare pienamente le norme dell'Organizzazione mondiale del commercio.

Le quote a titolo gratuito saranno gradualmente eliminate a un ritmo più lento all'inizio e a un ritmo accelerato alla fine del periodo. Il sostegno alla decarbonizzazione di questi settori sarà possibile attraverso il Fondo per l'innovazione. Inoltre, una parte delle assegnazioni a titolo gratuito prodotte a seguito dell'applicazione della condizionalità sarà trasferita agli Stati membri per la vendita all'asta per far fronte a eventuali rischi residui di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. Prima del 2026 la Commissione riesaminerà l'impatto del CBAM, anche sui rischi di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, e valuterà se siano necessarie misure supplementari.

EU ETS marittimo

Il Consiglio e il Parlamento hanno convenuto di inserire le emissioni del trasporto marittimo nell'ambito di applicazione del sistema EU ETS. Hanno concordato di introdurre gradualmente l'obbligo per le società di navigazione di restituire le quote: il 40% per le emissioni verificate dal 2024, il 70% per il 2025 e 100% per il 2026.

La maggior parte delle navi di grandi dimensioni sarà inclusa nell'ambito di applicazione dell'EU ETS fin dall'inizio. Le grandi navi d'altura di stazza lorda pari a 5000 tonnellate saranno incluse nel "regolamento MRV" concernente il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni di CO2 generate dal trasporto marittimo a partire dal 2025 e nell'EU ETS a partire dal 2027. Le navi per il trasporto di merci varie e le navi d'altura di stazza lorda compresa tra 400 e 5 000 tonnellate saranno incluse nel regolamento MRV a partire dal 2025 e la loro inclusione nell'EU ETS sarà riesaminata nel 2026.

Inoltre, l'accordo tiene conto delle specificità geografiche, propone misure transitorie per le piccole isole, le navi di classe ghiaccio e le tratte che riguardano regioni ultraperiferiche e sono soggette a obblighi di servizio pubblico, e rafforza le misure volte a contrastare il rischio di evasione nel settore marittimo.

Alcuni Stati membri con un numero relativamente elevato di società di navigazione riceveranno inoltre il 3,5% del massimale delle quote messe all'asta da distribuire tra loro.

I colegislatori hanno convenuto di includere le emissioni diverse dalla CO₂ (metano e N2O) nel regolamento MRV a partire dal 2024 e nell'EU ETS a partire dal 2026.

Fondo per la modernizzazione e Fondo per l'innovazione

Per quanto riguarda il Fondo per la modernizzazione, il volume sarà aumentato attraverso la vendita all'asta di un ulteriore 2,5% del massimale, il 90% del quale deve essere utilizzato per sostenere gli investimenti prioritari. Altri tre Stati membri saranno ammissibili al finanziamento (Grecia, Portogallo e Slovenia).

Sebbene, in linea di principio, i progetti nel settore del gas naturale non siano ammissibili al finanziamento, una misura transitoria consentirà agli attuali beneficiari del Fondo di continuare a finanziare per un periodo limitato i progetti nel settore del gas naturale a determinate condizioni.

Il Consiglio e il Parlamento hanno inoltre rafforzato il Fondo per l'innovazione. Rispetto all'attuale entità del Fondo, sono stati aggiunti 20 milioni di quote supplementari derivanti dall'estensione dell'ambito di applicazione dell'EU ETS marittimo ad altre navi di grandi dimensioni e dall'inclusione di metano e protossido di azoto. Nell'ambito del Fondo per l'innovazione saranno pubblicati inviti specifici ai fini della decarbonizzazione del settore marittimo.

EU ETS per gli edifici e il trasporto stradale e i combustibili per altri settori

Il Consiglio e il Parlamento hanno convenuto di creare un nuovo sistema di scambio di quote di emissione distinto per i settori degli edifici e del trasporto stradale e i combustibili per altri settori, al fine di garantire riduzioni delle emissioni efficienti in termini di costi in questi settori che finora sono stati difficili da decarbonizzare. Il nuovo sistema sarà applicato ai distributori che forniscono combustibili nei settori degli edifici e del trasporto stradale e in determinati altri settori. Una parte dei proventi della vendita all'asta sarà utilizzata per sostenere le famiglie e le microimprese vulnerabili attraverso un apposito Fondo sociale per il clima.

I colegislatori hanno convenuto che il sistema sarà avviato nel 2027. Il fattore di riduzione lineare è stato fissato a 5,15 a partire dal 2024 e a 5,43 a partire dal 2028. Il Consiglio e il Parlamento hanno concordato di mettere all'asta un ulteriore 30% del volume d'asta nel primo anno di avvio del sistema, in modo da garantirne il corretto funzionamento ("anticipazione del volume d'asta").

L'accordo estende l'ambito di applicazione del sistema ai combustibili utilizzati in determinati settori industriali. Si è convenuto di aumentare di conseguenza l'entità del Fondo sociale per il clima.

I colegislatori hanno concordato la possibilità temporanea per gli Stati membri di esentare i fornitori dalla restituzione delle quote fino al dicembre 2030, se questi sono soggetti a una tassa sul carbonio a livello nazionale che è equivalente o superiore al prezzo d'asta delle quote nell'ambito del nuovo sistema di scambio di quote di emissione.

Saranno introdotti obblighi semplificati in materia di monitoraggio, comunicazione e verifica per i piccoli fornitori di combustibili.

Nel caso in cui i prezzi dell'energia siano eccezionalmente elevati, l'avvio del nuovo sistema ETS sarà rinviato al 2028.

Una volta avviato il sistema, se il prezzo delle quote supera i 45 EUR per un certo periodo di tempo, le quote supplementari saranno svincolate aumentando l'offerta sul mercato.

Fondo sociale per il clima

Il Consiglio e il Parlamento hanno convenuto di istituire un Fondo sociale per il clima a sostegno delle famiglie, delle microimprese e degli utenti dei trasporti che sono vulnerabili, per far fronte alle ripercussioni sui prezzi dovute alla creazione di un sistema di scambio di quote di emissione per i settori degli edifici e del trasporto stradale e i combustibili per altri settori.

Il Consiglio e il Parlamento hanno convenuto che il Fondo farebbe parte del bilancio dell'UE, alimentato da entrate con destinazione specifica esterne fino a un importo massimo di 65 miliardi di EUR. Questa architettura di bilancio consente al Fondo di beneficiare di una serie di garanzie connesse al bilancio europeo, senza riaprire il quadro finanziario pluriennale dell'UE.

Il Fondo sarebbe istituito per il periodo 2027-2032, con ammissibilità delle spese a partire dal 1º gennaio 2026 sulla base della vendita all'asta di 50 milioni di quote nel 2026 per consentire il sostegno all'avvio del Fondo ("anticipazione del volume d'asta"), mentre il nuovo sistema di scambio di quote di emissione prevederebbe il finanziamento del Fondo a partire dal 2027.

Il Fondo sarà utilizzato dagli Stati membri per finanziare misure e investimenti volti a far fronte all'impatto della fissazione del prezzo del carbonio sui cittadini e sulle microimprese vulnerabili.

Ciascuno Stato membro presenterà alla Commissione un "piano sociale per il clima", contenente le misure e gli investimenti che intende intraprendere per attenuare l'impatto del nuovo sistema di scambio di quote di emissione sulle famiglie vulnerabili. Tali misure potrebbero comprendere l'aumento dell'efficienza energetica degli edifici, la ristrutturazione degli edifici, la decarbonizzazione del riscaldamento e del raffrescamento degli edifici e la diffusione della mobilità e dei trasporti a zero e a basse emissioni, come pure misure che forniscono un sostegno diretto al reddito in modo temporaneo e limitato.

Per quanto riguarda la possibilità per gli Stati membri di offrire un sostegno diretto temporaneo al reddito, il Consiglio e il Parlamento hanno deciso di applicare un massimale del 37,5% dei costi totali stimati dei piani sociali per il clima.

Il Consiglio e il Parlamento hanno convenuto che il Fondo andrà a vantaggio di tutti gli Stati membri e hanno mantenuto il metodo di assegnazione proposto dalla Commissione, aumentando nel contempo la quota minima del Fondo per Stato membro.

Gli Stati membri contribuiranno a livello nazionale, attingendo ai propri bilanci, alle misure adottate (cofinanziamento del 25%). Per quanto riguarda il metodo di gestione del Fondo, il Consiglio e il Parlamento hanno concordato la gestione diretta delle prestazioni combinata con elementi di gestione concorrente. Gli Stati membri avranno la possibilità di ricevere assistenza tecnica fino al 2,5% per l'attuazione delle misure del piano e il 15% delle risorse potrebbe essere utilizzato nell'ambito dei programmi della politica di coesione.

Contesto e prossime tappe

Presentato dalla Commissione europea il 14 luglio 2021, il pacchetto "Pronti per il 55%" permetterà all'Unione europea di ridurre le sue emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 e di conseguire la neutralità climatica entro il 2050.

Il Consiglio ha adottato il suo orientamento generale sulle proposte relative all'ambiente del pacchetto "Pronti per il 55%" il 29 giugno 2022.

L'accordo politico raggiunto oggi è provvisorio in attesa dell'approvazione formale. Il Parlamento e successivamente il Consiglio adotteranno gli atti legislativi, che saranno poi pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'UE ed entreranno in vigore.

Dedicato alla memoria di Mauro Petriccione.

Source by Redazione


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