AQUILA - Avete mai sentito parlare del castello di Ortucchio, nella valle del Fucino? E del lago che allagava il castello ? E degli ortucchiesi? Del panettone, che trova in quell’incantato paesino abruzzese il suo trionfo, tanto da eleggerlo a sede di un convegno per celebrarne le doti ed i modi per realizzarlo? Cercherò di illustrarvi le notizie raccolte durante una favolosa polentata a casa di una delle più conosciute ed apprezzate famiglie del posto: i Buccilli, che tra le tante doti ne annoverano una della quale vi parlerò a parte perché ne vale veramente la pena.
Il castello di Ortucchio: un bastione a difesa dell’intera valle, realizzato intorno al 1500 dalla famiglia Piccolomini, quella di papa Giulio II°, che ora è purtroppo in stato di forte degrado, ma conserva il suo fascino ed anche quasi tutte le sue pietre originali: infatti, quando il paese cominciò a crescere economicamente ed i suoi abitanti poterono finalmente cominciare a pensare di costruirsi una casa, il problema più grande, nella valle del Fucino, era come procurarsi il materiale da costruzione: un bastione del castello, rovinato a valle, nel fossato di protezione, venne letteralmente smontato ed utilizzato per realizzare diverse case. Dopo tanti secoli, ora sarebbe giunto il momento di ridare vita e vigore a quel castello per accedere al quale una volta si entrava, pensate un po’, in barca, magari utilizzandolo a scopo turistico.
La valle del Fucino: ricavata dal prosciugamento dell’omonimo lago, avvenuto intorno al 1840, vi predomina l’attività agricola e ad essa si è affiancata nel tempo quella dell’ industria del freddo per congelare, lavorare e commercializzare i buoni e sani frutti di quella terra divenuta fertile non appena dopo che è stato prosciugato il lago stesso: crescono patate, carote, finocchi e finanche varietà particolari di radicchio, eccellenti e naturali, gustosi perché l’agricoltura biologica lì non ha mai cessato di esistere. Ogni cosa ricavata dalla terra è naturalmente allevata, curata e pure......mangiata secondo le buone abitudini di una volta!
Il lago del Fucino: riempiva con le sue acque quella che ora è una valle fertile e ben utilizzata sia per l’agricoltura che per l’industria, anche elettronica ( Telespazio ).
Gli ortucchiesi: si chiamano così gli abitanti di Ortucchio ( che nell’argò locale vuol dire piccolo orto ), una popolazione di splendide ed operose persone che con la loro opera continua ed estenuante hanno saputo trasformare il paese facendolo divenire quanto di più desiderabile possa rappresentare per chi cerchi pace, silenzio, tavole imbandite.
A noi che ci siamo recati sul posto per trattare del dolce più famoso del paese, il panettone del forno locale, è capitato di sederci a tavola con una ventina di persone, tutte apparentate tra di loro - come si usa da quelle parti - e tutte dedite a preparare una tavola di quelle da ricordarsi per sempre: polenta alla spianatora, carne di maiale di allevamento casalingo, salsicce provenienti dallo stesso maiale di prima e dolci di tutti i tipi, i più gustosi ed appetitosi che ti puoi immaginare, tutti opera del forno di Buccilli e tutti preparati con quell’amore della famiglia, con quei prodotti e materie prime notevoli: pasta, dolci, conserve, marmellate e liquori tutti preparati in casa, con la possibilità di acquistare direttamente al forno certi biscotti che ti fanno venire l’acquolina in bocca; per non parlare del pane, che cerca solo di essere accoppiato alle salsicce ed ai salumi locali!.
l’ultimo prodotto del forno, in termini di tempo, è un panettone preparato secondo ricette antiche, in due fasi: la lievitazione ( almeno 24 ore ) e l’impasto, operazioni che precedono l’infornata con forni tradizionalmente moderni e di non grande produzione; prima del convegno di cui vi ho accennato più sopra, i Buccilli hanno esperimentato - per il loro panettone - una novità: lo hanno per così dire " condito " con una bella spruzzata di un meraviglioso nettare degli dei che proviene dalle terre abruzzesi:il Montepulciano, appunto, d'Abruzzo.
Insomma, organizzatevi per trascorrere una giornata ad Ortucchio e penso che non mi smentirete. Tra l’altro raggiungerlo è facilissimo: con poco più di un'ora di autostrada per chi proviene da Roma o da Pescara vi troverete su una di quelle che erano le sponde di quel tanto ricordato lago che già Nerone, duemila anni fa, aveva capito che con la valle non aveva niente a che fare e già allora voleva toglierlo di torno.
E dopo mangiato, una bella passeggiata intorno al laghetto che ancora guarnisce con una deliziosa pennellata il paese ed un caffè - se volete - in uno dei paesi vicini: Pescasseroli, Ovindoli, Celano.
Paola Di Pietro