Arcano sulla richiesta di sequestro dei server Indymedia.org, Svelato

La richiesta è arrivata dai governi: Italiano e Svizzero

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La Storia Raccontata da INDYMEDIA.ORG

Il giorno, 8 ottobre 2004, Indymedia è venuta a conoscenza del fatto che la richiesta di sequestrare i server di Indymedia ospitati da una compagnia americana con sede nel Regno Unito ha avuto origine da agenzie digoverno italiane e svizzere.

Su questi server erano ospitati più di 20 siti web di Indymedia, parecchie stazioni radio in streaming online e altri progetti. Tutto ciò è stato rimosso dalla rete il 7 ottobre, dopo che un ordine era stato IMPARTITO alla Rackspace Inc., uno dei provider ospitanti le pagine web di Indymedia.

Le ragioni fondanti l’ordine della corte, la quale ha attualmente ha ancora in custodia i server, non sono ancora state rese note a Indymedia. Stando alle comunicazioni delle agenzie stampa italiane e ad un'intervista di Agence France-Press (AFP) al portavoce dell’ FBI Joe Parris, l’FBI avrebbe agito in base a richieste Italiane e Svizzere. Parris ha dichiarato all’AFP che "non è un'operazione dell’FBI" e che " il procedimento scaturiva dal procedere di una nazione terza, che si avvaleva di un trattato di assistenza legale". (1) Precedentemente oggi Rackspace aveva reso una dichiarazione pubblica in cui spiegava di aver SPENTO i server in risposta a un ordine all’interno del Trattato di Mutua Assistenza Legale (MLAT).

Il MLAT stabilisce le procedure di assistenza reciproca fra nazioni per investigazioni riguardanti il terrorismo internazionale, rapimenti e riciclaggio di denaro sporco. La corte ha proibito alla Rackspace ulteriori commenti riguardanti l’intera questione. (2) Un amministratore di sistema di Indymedia dichiara: "Noi non sappiamo se la Rackspace debba obbedire ad un GAG ORDER, o quali restrizioni legali siano state imposte NELl’OBBLIGARE LORO ad agire in questo modo o, anche, se il loro dipartimento legale abbia avuto abbastanza tempo per studiare la richiesta." Aidan White, il segretario generale della Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ) ha sentito il dovere di dichiarare: " Noi siamo stati testimoni di un'operzione di polizia internazionale intollerabile e intrusiva, contro una rete specializzata nel giornalismo indipendente. Il modo in qui ciò è stato fatto colpisce più la legittima possibilità delle inchieste giornalistiche che il crimine. (3) Indymedia condanna il fatto che, dopo 24 ore di sequestro di due interi server, non gli sia stata data ancora nessuna informazione sulle ragioni del porvvedimento. Spegnendo 2 server, si sono seriamente stravolti più di 20 siti di Indymedia così come svariati progetti assolutamente estranei ad Indymedia.

Questa operazione estremamente invasiva è considerata da Indymedia una seria minaccia alla libertà di parola nel mondo. Indymedia insiste nel richiedere la restituzione dei server, poichè ogni giorno della loro inoperatività , in cui gli insostituibili e altrimenti irreperibili dati di Indymedia sono inaccessibili, rappresenta un più grande danno materiale all’operazione Indymedia nel mondo.

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FONTE: http://www.Indymedia.org