ROMA (Reuters) - l’annuncio fatto dal ministro del Welfare Roberto Maroni di voler convocare i sindacati sulla previdenza tra mercoledì e giovedì di questa settimana ha trovato Cgil, Cisl e Uil unite nella risposta: non c’è dialogo se la delega non viene messa da parte.
Il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, in una intervista alla Repubblica di oggi ha detto che "il confronto vero si apre soltanto se il governo mette da parte la sua delega che non può essere la base della discussione". Pezzotta evoca anche la possibilità di un altro sciopero generale.
"Le iniziative sono tante. Un altro sciopero generale non è escluso", ha detto.
Il leader della Cisl si è poi detto d'accordo con la Cgil, secondo la quale serve un confronto su tutte le materie del Welfare. "Serve un confronto che non riguardi soltanto il sistema previdenziale, ma anche altre questioni".
E sul merito della proposta allo studio da parte del sindacato sulla previdenza, spiega: "Vogliamo l’armonizzazione delle aliquote contributive, la separazione tra previdenza e assistenza, garanzie sul Tfr nei fondi pensione, maggiori agevolazioni fiscali per i fondi chiusi".
Alla domanda se ci siano problemi con Epifani, Pezzotta ha risposto secco: "No, non c’è alcun problema. È il solito vizio italiano: vedere sempre divisioni come tra Guelfi e Ghibellini. È un confronto tra persone, ragioniamo insieme, siamo uniti".
Guglielmo Epifani, intervistato dal Corriere Della Sera ha rilanciato: "Questa del governo è una riforma sgangherata. La tolgano di mezzo e facciamo un confronto vero. Il buon senso dice che sarebbe saggio non andare avanti. Non ascoltare il sindacato è un errore. Lo dico convinto, senza iattanza".
Alla domanda sull’unità del sindacato, il leader della Cgil risponde: "Noi abbiamo le nostre opinioni, unitarie nell’impianto. Ma mi sembra che in realtà il governo voglia andare dritto sulla sua strada. Se ci fossero condizioni per un confronto vero bisognerebbe partire dal tema generale del Welfare".
"Siamo disponibili a un confronto che parta dalle grandi questioni che segnano i problemi drammatici di molte persone", ha aggiunto Epifani.
A chi gli chiedeva se la disponibilità della Cgil al dialogo riguarda anche l’innalzamento dell’età pensionabile, Epifani ha risposto: "l’età pensionabile noi l’abbiamo ritoccata, non è un tabù. Ma oggi è meglio un innalzamento rigido o una serie di strumenti flessibili? Incentivi a restare, uscite morbide, part-time. Bisogna avere la fantasia di pensare soluzioni elastiche".
Sulla stessa linea anche la Uil. "Il confronto deve essere vero, non solo di immagine. Bisogna accettare l’idea di ritirare l’emendamento qualora dimostrassimo che le misure sono sbagliate. Anzi chiederemo al ministro esplicitamente di cancellare l’emendamento: solo così si può ragionare", ha detto in una intervista alla Stampa di oggi il segretario generale aggiunto della Uil, Adriano Musi.
E al giornalista che gli chiedeva se non vi sia il rischio di una spaccatura fra le tre confederazioni, Musi ha risposto: "Su Welfare, previdenza e sviluppo i sindacati si presentano uniti al confronto. Lo prova la grande mobilitazione" di sabato.
Cgil, Cisl e Uil hanno manifestato insieme sabato scorso contro la riforma delle pensioni e la
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