"Dobbiamo fare tutto quanto è nelle nostre possibilità e molto altro per prevenire e per allontanare la violenza della guerra". È questo in estrema sintesi il messaggio lanciato dal segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Anna alla comunità scientifica internazionale dalle pagine della rivista scientifica Science. Nel suo editoriale Annan invita gli scienziati e le istituzioni scientifiche internazionali a collaborare in maniera più stretta per "colmare il gap che separa i paesi poveri e quelli in via di sviluppo" e per lanciare la cosiddetta "rivoluzione blu" del pianeta, quella cioè necessaria per superare la crisi idrica in cui sono coinvolte più di due miliardi di persone.
"Gli scienziati - scrive Annan - hanno un ruolo chiave per combattere la guerra", e le azioni di peacemaking e peacebuilding "non possono essere lasciate solo nelle mani nei diplomatici". Il segretario generale ha citato alcuni esempi di collaborazione tra scienziati dei due bocchi durante la guerra fredda come esempi per dimostrare che la comunità scientifica può aprire dei canali di dialogo e di pace.
"Esistono molte similarità - ha detto Annan - tra l’etica che guida la scienza e il progetto delle organizzazioni internazionali. Entrambe sono frutto della razionalità ed entrambe si battono contro le forze dell’irrazionalità che usano la ricerca e i suoi frutti a scopi distruttivi". Gli scienziati e le Nazioni Unite sono quindi dei partners naturali che possono e bebbono collaborare in maniera molto stretta tra loro.
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