Valcamonica, ragazza accoltellata ma è giallo sull’ora del delitto

Trovata cadavere ieri dal padre, avrebbe trascorso il lunedì con il fidanzato. Ma forse era già morta e lui avrebbe mentito. Il ragazzo è scomparso da due giorni

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BRESCIA - Moira Squaratti doveva tornare al lavoro ieri mattina. Ma non si è mai presentata. È stata uccisa nella sua camera da letto a Paspardo, in Valcamonica. Una mano armata di coltello si è accanita su di lei. Almeno dieci i colpi inferti, alcuni dei quali alla gola. A trovare il corpo senza vita della ragazza, 26 anni, è stato il padre, ieri mattina. l’uomo si era insospettito dell’assenza prolungata della figlia, che dalla domenica di Pasqua non si era più fatta viva con la famiglia. l’ha trovata morta sotto il letto, nell’appartamento in cui viveva da sola, a poca distanza da casa dei genitori. Il coltello usato per colpirla era in cucina. Irrintracciabile il fidanzato della vittima: Luigi Marchetti, 32 anni di Pianico, gestore di una trattoria a Sovere. Gli investigatori lo stanno cercando anche al di fuori della Lombardia.

Complessa e costellata di interrogativi la ricostruzione delle ultime ore della giovane. Dopo il pranzo pasquale con i genitori, Moira era tornata nel suo appartamento di Paspardo. Il giorno dopo, lunedì, i due avrebbero dovuto uscire insieme al fratello di lei. Ma non se ne era fatto più nulla. Luigi Marchetti, il fidanzato, aveva telefonato spiegando che Moira non si sentiva bene. Ma - è questo il sospetto che sta emergendo nelle ultime ore - forse la ragazza lunedì era già morta. Moira infatti potrebbe essere stata uccisa nella notte tra domenica e lunedì. È da quel momento infatti che nessuno, a parte il fidanzato, l’avrebbe più vista viva.

E il sospetto è che l’uomo, per tutta la giornata di lunedì, abbia fatto credere sia ai suoi genitori che a quelli della ragazza, che Moira era con lui. Lo avrebbe fatto quando lunedì ha telefonato ai parenti dicendo che lei non si sentiva bene. E anche poche ore più tardi, quando il fratello di Moira lo ha chiamato alla trattoria alle 17. Il ragazzo era entrato nella casa della sorella e aveva trovato la camera da letto chiusa a chiave. Non era riuscito a mettersi in contatto con la ragazza e per questo aveva chiamato Marchetti. "Moira è con me. Abbiamo chiuso la porta a chiave per sicurezza", avrebbe risposto.

Successivamente il giovane avrebbe incontrato degli amici. E sempre con un amico, nella notte tra lunedì e martedì si sarebbe allontanato. Resta da verificare la fondatezza di alcune testimonianze raccolte ieri a Paspardo, secondo le quali l’auto di Marchetti, verso le 23 di lunedì era parcheggiata a poca distanza dall’abitazione di Moira.

Per ora sono solo ipotesi. Marchetti è introvabile. E per stabilire l’ora dell’omicidio, che gli investigatori dopo un primo esame avevano indicato risalente ad almeno 12 ore prima del ritrovamento, si attende l’esito dell’autopsia. La ventisettenne di Paspardo potrebbe inoltre non essere morta per le ferite provocate dalle numerose coltellate, ma per strangolamento. Gli accertamenti del medico legale avrebbero infatti rilevato la presenza di lesioni sul collo, mentre si tratta ancora di capire se qualcuna delle numerose coltellate possa essere stata letale.