AFGHANISTAN / MISNA su Ladysilvia; Centinaia di afgani hanno manifestato nella città meridionale di Jalalabad per chiedere il ritiro delle “forze invasori” e protestare contro l’uccisione di una ventina di civili in attacchi della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti e della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) sotto il comando della Nato. Un migliaio di persone ha bloccato la strada principale tra Jalalabad, al confine con il Pakistan, e la capitale Kabul scandendo slogan contro gli statunitensi e il presidente George W. Bush, mentre gli centinaia di studenti hanno manifestato nell’università dopo che uno sbarramento di poliziotti gli ha impedito di raggiungere il centro della città . Le proteste seguono la morte di nove civili nell’attacco aereo dell’Isaf di ieri nella provincia Kapisa a nord della capitale e l’uccisione di altri 10 civili in uno scontro a fuoco tra soldati statunitensi e taliban avvenuto domenica nei pressi di Jalalabad dopo un attentato suicida.
“Gli attentatori suicidi in Afghanistan fingono regolarmente di essere dei civili, ma questo non dà alle forze di coalizione carta bianca per rispondere con fuoco indiscriminato. Il fatto che i ribelli violino le leggi di guerra non assolve gli Stati Uniti e i suoi alleati dalla necessità di osservarle” ha detto Brad Adams, direttore della sede asiatica dell’organizzazione Human Rights Watch che sostiene che nella sparatoria siano morti tra gli otto e i 16 civili e che ha denunciato la confisca delle telecamere dei giornalisti locali e stranieri nel tentativo di “controllare l’informazione” sull’episodio. Intanto nella provincia meridionale di Helmand, l’Isaf e l’esercito afgano hanno lanciato la più grande offensiva congiunta denominata ’Operazione Achille’ contro i capi talebani e i trafficanti di droga che prevede il coinvolgimento di 4500 militari della Nato e di 1000 soldati afgani. [RC] LA REDAZIONE
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