Oggi più che mai i teatri si riempiono di personaggi televisivi, di sedicenti divi abituati a far sfoggio di recitazioni proprie più dei fotoromanzi che altro, portati in scena da produzioni più intenzionate a fare cassetta che a portare arte e talento in scerna davanti al pubblico pagante. I risultati sono spesso sotto gli occhi di tutti.
Criticando aspramente questo sistema, dall’alto di tanti anni di onorata carriera, e soprattutto dall’alto del suo grande amore per il teatro e per il mestiere, anzi per la "missione" di attore, Giovanni De Nava porta ora al Teatro Arcobaleno il suo "Istrionicamente vostro", spettacolo in due atti fatto di una serie di monologhi che l’attore ha già portato in scena con molto successo a Milano anni fa. Scorreranno così sul palcoscenico pagine prettamente teatrali ed altre estremamente letterarie, tratte da autori straordinari come Machado, Maupassant, Bukowski, Campanile, Palazzeschi ed altri ancora, nel tentativo di mostrare come siano fondamentali la preparazione, lo studio e logicamente il talento per potersi dire assolutamente attori.
De Nava mette in mostra così il bagaglio indispensabile ma anche lo spirito di ricerca e versatilità che dovrebbe contraddistinguere questo mestiere, cambiando in continuazione registro e stile, passando dal drammatico al farsesco, dal surreale all’istrionico, dimostrando che è ancora possibile portare il pubblico a teatro basandosi su quell’eterna e misteriosa magia che è il rapporto tra spettatore ed attore, tra attore e testo, contando su quel momento straordinario di catarsi che rende così diverso il teatro dalle altre forme d'arte, esplicando come questa possibilità di "nicchia" non sia altro che l’aspirazione più profonda del nostro essere, lontano dalla povertà televisiva oggi purtroppo imperante.
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