Beni culturali, il nuovo assetto delle istituzioni ospiti del Complesso monumentale del San Michele a Ripa

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Roma: Completati gli accordi per la nuova divisione degli spazi fra le istituzioni ospiti del Complesso monumentale del San Michele a Ripa, in vista della riunificazione dell’ISCR.

Il Direttore Capponi: una cittadella del restauro al San Michele.

Nella grande fabbrica progettata da Domenico Fontana nel 1686, circa 160 metri di sviluppo lungo il Tevere di fronte all’Aventino, si ritroveranno il “riunito” Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, la Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee, l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, la Soprintendenza per i Beni Architettonici di Roma, e " infine ”€œl’ICCROM.

L’ultimo accordo tra amministrazione e parti sociali, firmato ieri, regola lo spostamento graduale della Direzione Regionale che lascerà la testata dell’edificio, con ingresso su piazza di Porta Portese, e si sistemerà in volumi più ampi lungo via di San Michele. La continuità delle attività sarà assicurata da un graduale trasferimento, agevolato dalla temporanea virtualizzazione della rete informatica sulle due sedi (la nuova e la preesistente). Le misure concordate consentiranno di non rallentare, e tantomeno sospendere, le attività amministrative e i restauri in corso sul territorio regionale.

Nei locali lasciati dalla Direzione Regionale arriverà il personale dell’Istituto superiore per la Conservazione e il Restauro, proveniente da piazza San Francesco di Paola: la nuova collocazione a ridosso di piazza Porta Portese riunirà in una sede unica e contigua gli uffici e i laboratori scientifici con quelli di restauro dell’Istituto, che si trovano al San Michele già dai primi anni Ottanta. L’ISCR potrà contare, al termine del trasferimento (e dei lavori che interessano una porzione del San Michele) su circa 8.000 metri quadrati, tremila in più di quelli disponibili presso la storica sede di Palazzo Borgia. Anche le modalità del trasferimento dell’Iscr sono state concordate fra l’Amministrazione del Mibac, le organizzazioni sindacali territoriali e le R.s.u. di tutti i soggetti presenti nel San Michele: sull’intesa è intervenuta l’unanimità dei consensi.

“Certo, il commiato dalla sede che Cesare Brandi e Giulio Carlo Argan vollero per l’Istituto del Restauro nel 1939 rammarica tutti noi " ha detto Gisella Capponi, direttore dell’Istituto, nel quale ha operato per 25 anni -, ma davvero desideriamo che si torni a parlare dei risultati del nostro lavoro, dei restauri ai quali dedichiamo tanta energia. Un impegno che non si è mai interrotto: tecnici e impiegati dell’ISCR stanno preparando lo spostamento da Palazzo Borgia nelle pause tra il lavoro sulla Madonna di Collemaggio per i Musei Vaticani e il Workshop internazionale che oggi, nella Sala dello Stenditoio al San Michele, chiude i lavori sulla conservazione dei materiali che caratterizzano gli interni storici. Siamo, nel frattempo, a Reggio Calabria per il controllo dei Bronzi di Riace e a Ferrara per il Salone del Restauro in corso”.

“Desidero aggiungere " prosegue l’architetto Capponi " un sincero ringraziamento per quanti hanno pubblicamente sostenuto l’ISCR e le esigenze del restauro. Abbiamo avvertito l’affetto di tante persone e istituzioni, anche dall’estero. Ringrazio, inoltre, il personale e le organizzazioni sindacali che hanno condiviso il cronoprogramma per la riunificazione delle attività nel complesso trasteverino del San Michele: quel che chiedevano, dal 1969, il Direttore Pasquale Rotondi e tutti i suoi successori, a partire da Giovanni Urbani. Ora muoviamo verso un traguardo considerevole, la realizzazione di una cittadella del restauro, ampia e articolata intorno a spazi aperti indispensabili per alcune nostre lavorazioni. E finalmente potremo disporre di uno spazio espositivo permanente, nei locali dell’ex carcere minorile di via di San Michele.”