Stupisce che un grande medico come il Prof. Veronesi possa parlare di “vita artificiale” a proposito degli stati vegetativi o addirittura di qualunque persona sia “priva di coscienza e di vita di relazione”, definizione che includerebbe molte forme di disabilità o patologie come l’Alzheimer.
Non è sulla fede ma sulle conoscenze scientifiche che il progetto di legge sul biotestamento si basa, per fornire le necessarie garanzie a tutela della vita: la ricerca infatti ha evidenziato che molte persone apparentemente non coscienti mostrano invece un’attività cerebrale inaspettata, su cui ancora si sta indagando; e non è affatto escluso che si possano trovare nuove terapie come potrebbero indicare alcuni casi di “risveglio” ottenuti con nuove e semplici tecniche.
L’autodeterminazione, poi, su cui il Prof. Veronesi tanto insiste, non può essere un criterio assoluto scisso dal contesto scientifico, medico e relazionale: se fosse così, qualunque paziente potrebbe esigere da un medico un trattamento che quest’ultimo giudica inappropriato o persino dannoso.
La professionalità e l’autonomia del medico vanno tutelate e va mantenuta, come garanzia per i cittadini, la vocazione del Servizio Sanitario Nazionale alla cura dei malati e al favor vitae.
Ultimi Articoli
Benvenuti a casa Morandi” al Teatro San Babila: una commedia tra ricordi, musica e risate
JEnerational Mentoring presentato a Mi prendo il Mondo – Dialogo tra generazioni a Parma
Treno di cioccolato record a Palazzo Lombardia – Aperto il 39° piano
Strage Crans-Montana – Dimessi due giovani da Niguarda dopo l'incendio
Strapazzami di coccole Topo Gigio il Musical: una fiaba che parla al cuore
Goldoni al Teatro San Babila di Milano con La Locandiera
Ceresio in Giallo chiude con 637 opere: giallo, thriller e noir dall'Italia all'estero
Milano celebra Leonardo — al Castello Sforzesco tre iniziative speciali per le Olimpiadi 2026
Trasporto ferroviario lombardo: 780.000 corse e 205 milioni di passeggeri nel 2025