Un nuovo intervento per guarire dalla sordità

All’Umberto I nuove prospettive per riacquistare l’udito: un intervento risolutivo che si esegue in pochissimi centri in Italia e in Europa

Roma: una tecnica chirurgica ormai consolidata, all’Umberto I, Policlinico di Roma: l’applicazione di impianti uditivi sul tronco encefalico. Qualche giorno fa è stato eseguito questo intervento (ABI, Auditory Brainstem Implant) per ripristinare la funzione uditiva in un paziente affetto da neurofibromatosi tipo 2 (NF2). Una proficua e costruttiva collaborazione tra il Centro per le Malattie Rare della prof.ssa Sandra Giustini e il Centro Impianti Cocleari del prof. Roberto Filipo, attivo presso la Clinica Otorinolaringoiatrica; collaborazione che ha permesso al paziente, sottoposto ad intervento chirurgico per l’asportazione di un neurinoma del nervo acustico, di effettuare, nella stessa seduta operatoria, l’impianto su tronco encefalico e ripristinare la funzione uditiva gravemente compromessa dalla rara malattia.

Questo intervento, ad oggi eseguito in pochissimi centri in Italia e in Europa, rappresenta la speranza per risolvere la sordità non solo nella NF2, ma anche per altre patologie, come nel caso di ossificazione dell’orecchio interno o agenesia dello stesso, o in altre patologie quali l’assenza del nervo uditivo e traumi bilaterali della base cranica con sordità , tutte patologie non migliorabili con il tradizionale impianto cocleare.

Il gruppo diretto dal prof. Filipo include non solo chirurghi ma anche esperti riabilitatori; i pazienti impiantati al tronco encefalico raggiungono notevoli performances uditive: alla fine, una ritrovata vita sociale.

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