“La massiccia immigrazione, clandestina e regolare, che ha investito il nostro Paese - prosegue Landi - porta con sè una serie di problemi; fra questi, quello sanitario, è uno dei prioritari. Non a caso abbiamo varato il progetto 'Immigrazione sana', proprio per dimostrare che una vigilanza costante è d'aiuto non soltanto alla città di Milano e ai suoi cittadini, ma anche e soprattutto a chi proviene da altri nazioni senza protezioni o vaccinazioni. Il progetto 'Immigrazione sana', promosso dall’Assessorato alla Salute, tende dunque a mantenere elevatissimo il livello d'attenzione e vigilanza nell’interesse di tutti, milanesi e non“.
“Quest'ultimo caso dimostra che la situazione sanitaria è cambiata e, senza dubbio, cambierà ancora nei prossimi anni. Per questo un'attenzione maggiore a vaccini e prevenzione non soltanto è necessaria, ma obbligatoria. Anche la professoressa Maria Rita Gismondo, direttore di Microbiologia Clinica del Polo Universitario Luigi Sacco, usa parole dure per descrivere lo scenario: «Questa volta è andata bene. Il pericolo di contagio è stato - in questo caso - inesistente. Ma affidarsi in futuro alla sola fortuna è un azzardo. Provo una profonda amarezza nel constatare che, nonostante tutti gli avvertimenti e le campagne fatte, le strutture sanitarie milanesi non siano riuscite a identificare un caso di colera. Ciò significa che l’attenzione verso questo tipo di malattie è ormai bassissima. Si continua a ritenere che, per il semplice fatto che in Italia alcune patologie non si verificano da decenni, non debbano esistere più e tanto meno esser prese in considerazione. Ma ciò significa chiudere gli occhi davanti alla realtà. Una realtà fatta di cambiamenti climatici che influenzano lo sviluppo delle malattie e della loro diffusione, assieme a un'immigrazione e a un turismo sempre più ampi. Proprio per fronteggiare questi pericoli reali, con l’Assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna, abbiamo istituito un tavolo tecnico dove, accanto a vari specialisti del settore medico, spiccano quelle associazioni di volontariato che costituiscono la prima linea sanitaria rivolta agli immigrati. E il primo passo sarà proprio di rivedere e di rivalutare la questione delle vaccinazioni. Chi giunge da un Paese a rischio sanitario non deve diventare veicolo di malattie. E, al tempo stesso, ha il diritto di esser protetto nei confronti di patologie che potrebbe contrarre in Italia. Insomma, non è possibile sottovalutare - oggi come oggi - il peso e l’importanza della prevenzione. E quindi dei vaccini»“.
“Da aprile - conclude Landi - sono in funzione i nostri 'Camper Immigrazione Sana', vere e proprie 'antenne sanitariè che si muovono sul territorio e che sono un impulso alla cura della salute anche in quelle frange di popolazione immigrata che con difficoltà si accosta alle strutture sanitarie tradizionali. Nessuno può compromettere il diritto alla salute. Essere e mantenersi sani è il primo dovere per chi decide di vivere a Milano“.