Ministero della salute SU LADYSILVIA: Il problema dei lunghi tempi di attesa per le principali prestazioni di diagnostica e per alcune prestazioni chirurgiche è presente nei sistemi sanitari della gran parte dei paesi occidentali, con rarissime eccezioni. E’ tra le criticità alle quali i cittadini prestano la maggiore attenzione.
Come è noto all’origine del problema viene riconosciuta una molteplicità di cause, tra le quali:

la produttività inadeguata delle stesse strutture a causa di problemi organizzativi, numero di ore di operatività insufficiente, inadeguato o mancato coordinamento delle attività di prenotazione, ecc.);
ricorso eccessivo e inappropriato alle prescrizioni;
disomogeneità della capacità di attrazione dei cittadini da parte delle strutture erogatrici, in relazione alla diversa qualità delle prestazioni garantite e dei professionisti impegnati, che determina eccesso di richieste per alcune strutture e marcata sottoutilizzazione di altre, solo per citare alcuni degli elementi comunemente riconosciuti tra quelli di magio rilievo. Problematiche di questo genere sono comuni, come già detto, alla gran parte dei sistemi sanitari pubblici dei paesi occidentali.
Il problema è stato oggetto di attenzione da parte del legislatore attraverso una serie di norme, già a partire dalla fine degli anni ’90 che, tuttavia, non sono riuscite a portare a soluzione il rispetto di tempi di attesa ragionevoli per le principali prestazioni di diagnostica e specialistica.
L’ultimo intervento in ordine di tempo risale alla scorsa legislatura, ed in particolare all’Intesa tra Stato e Regioni del 28 marzo 2006, quando è stato adottato, in attuazione dell’articolo 1, comma 280, della Legge 23 dicembre 2005, n. 266, il Piano nazionale di contenimento dei tempi di attesa per il triennio 2006-2008.
Il nuovo Governo ha ritenuto responsabilmente di dare corso all’intesa riservandosi di verificarne la fattibilità insieme alle Regioni.
Dopo diverse analisi congiunte si è pervenuti ad una diversa articolazione del Piano prevedendo, in alternativa alla definizione di una lista di prestazioni sanitarie per le quali adottare tempi massimi di attesa, la individuazione di “pacchetti di prestazioni” relativi a precisi e completi percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali a partire dalle patologie tumorali e cardiovascolari.
Ciò al fine di garantire al cittadini tempi di attesa certi non per una singola prestazione ma per l’intero percorso diagnostico terapeutico relativo alla sua patologia. Al riguardo si ritiene necessaria l’adozione su tutto il territorio nazionale dei Centri Unici di Prenotazione (CUP).
In proposito le Regioni si sono impegnate a presentare al Ministero della Salute appositi Piani regionali di attuazione entro il 31 gennaio 2007, cui faranno seguito, entro il prossimo 28 febbraio, i piani aziendali locali.
Non facciamo propaganda ma lavoriamo insieme per risolvere i problemi. Avvieremo campagne informative rivolte ai cittadini perché conoscano i propri diritti e ci aiutino a migliorare il sistema.
MINISTERO DELLA SALUTE