C’è una categoria di bevitori che tempo fa decisi di chiamare “Rigattieri del gusto“.
Costoro,innamorati dei profumi e dei sapori che solo vini vetusti sanno elargire e intenti a lustrare le scarpe ai “guru“ del settore mutuandone acriticamente le opinioni,sono della risma di quelli perennemente inattuali,proiettati sempiternamente su ipotetici futuri picchi di espressività organolettica dei nettari intercettati lungo il cammino. Quasi mai ghermiti subito. Quasi sempre bevuti con nostalgia per quel che avrebbero potuto essere e magari non sono stati.
Il loro tipico approccio mentale ad un vino,per quanto risulti fantasmagorico al naso e appagante al palato,è il seguente:“...E’ così giovane:mi trovo forse davanti ad una bottiglia che potrebbe riposare in cantina ancora a lungo?A quanto ammonterà la sua “tenuta“ sensoriale?....“ E amenità del genere.
E invece di godere del piacere del “qui“ e “adesso“,invece di abbandonarsi a briglie sciolte nel dominio della voluttà ,il desiderio del “rigattiere“ tende ad impigliarsi nel suo gioco preferito,quel meccanismo perverso e senza uscita che amo definire la roulette russa dello “stappo“.
Che è Il suo “onanismo“ enologico. Che è il suo stucchevole arzigogolare sul sesso degli angeli (...quando è giusto fruire di un nettare?A quando il suo apogeo gustativo?...) e che lo porta a differire la beva fino ai prodromi del baratro. Il più grande vanto del “rigattiere“ è poter affermare di aver trascinato al limite estremo le condizioni di bevibilità di un vino.
Spesso il “rigattiere“ possiede la generica nozione del miglioramento del vino in funzione dell’invecchiamento. Troppo spesso manca però della cultura vinicola necessaria a sostenere questa tesi.
Innanzitutto bisogna sapere cosa invecchiare. Ho visto comprare cartoni di riesling tedeschi “Qba“ e destinarli ad un forzato imbrunimento. Chi glielo spiega all’incauto “rigattiere“ che nessun bevitore consapevole lo farebbe e perché?
Solo vini dalla grande struttura e dal sostanziale equilibrio possono solcare gli stessi cieli dove osano le aquile,i “Bevitori d’Alta quota“. Per i “rigattieri“ ci vogliono vini che ricorrano ad un sufficiente apporto di anidride solforosa atto a ritardare o scongiurare l’ossidazione dell’alcol etilico e la conseguente insorgenza dell’acido acetico.
I produttori dovrebbero dare una mano ai bevitori commercializzando prodotti già pronti . Così ho potuto bere un “Pignol“ 2000 di Bressan pressochè perfetto in uscita, infischiandomene della sua potenziale durevolezza. Mi son detto:in ultima analisi aspettare cosa?Una sfera non può che ribadire la sua sfericità. Il resto è noia . O leggenda.
Purtroppo ci sono ancora troppe aziende “mito“ che immettono sul mercato vini dichiarati non pronti e che vanno bevuti fra diversi anni. Ma tienitelo tu il tuo vino per diversi anni ! Non sono mica Peck per poterne assicurare una perfetta conservazione e conseguente affinamento in bottiglia!! Da semplice appassionato e fruitore-degustatore non voglio mica trasformarmi in un investitore!!!
I produttori che favoleggiano sulla longevità dei loro vini fanno andare in visibilio i “Rigattieri del gusto“. Per quest’ultimi è come avere un’indiretta conferma della loro poetica. Bisogna aspettare,non consumare.
Meno male che,a far giustizia di tanta supponenza,ci stanno pensando i produttori di vini biologici e biodinamici. Senza chimica e senza solforosa sempre meno saranno i campioni di pluridecennale piacevolezza. Avremo l’eccellenza nella naturalità,in un processo evolutivo adeguato ed in un ineluttabile degrado. In tempi ragionevoli,non più espansi da pratiche enologiche e filosofie produttive. Potremo bere,come d’altronde ho fatto tante volte,grandi vini all’esordio senza sensi di colpa. E soprattutto saremo al riparo dalla tipica debacle del “rigattiere“:ho visto in un locale la bottiglia,ancora contenente parte di un liquido marcescente, di un Krug “Clos du Mesnil“ di imprecisato millesimo,divenuto ormai da “lavandino“ per averlo atteso oltremisura.
ROSARIO TISO
*I contenuti dell’opera non possono essere riprodotti senza l’autorizzazione dell’autore.
Ultimi Articoli
Goldoni al Teatro San Babila di Milano con La Locandiera
Ceresio in Giallo chiude con 637 opere: giallo, thriller e noir dall'Italia all'estero
Milano celebra Leonardo — al Castello Sforzesco tre iniziative speciali per le Olimpiadi 2026
Trasporto ferroviario lombardo: 780.000 corse e 205 milioni di passeggeri nel 2025
Piazza Missori accoglie la Tenda Gialla – Tre giorni di volontariato under zero con i Ministri di Scientology
Neve in pianura tra venerdì 23 e domenica 25 gennaio — cosa è realmente atteso al Nord Italia
Se ne va Valentino, l'ultimo imperatore della moda mondiale
La mortalità per cancro cala in Europa – tassi in diminuzione nel 2026, ma persistono disparità
Carofiglio porta — Elogio dell'ignoranza e dell'errore — al Teatro Manzoni