Dopo il vino e i formaggi, anche la ceramica, di cui il nostro Paese vanta una tradizione secolare, potrà presto fregiarsi di un marchio doc.
Un importante contributo in questo senso sarà dato dall’Ismn, Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati, del Cnr di Roma che ha messo a punto, in collaborazione con il comune di Gubbio, un progetto di ricerca per comprendere il procedimento di Mastro Giorgio da Gubbio (1465-1555), uno dei massimi esponenti dell’arte della ceramica rinascimentale, la cui tecnica a lustro mai nessuno è riuscito a eguagliare. Per scoprire i segreti del suo metodo, i ricercatori del Cnr si sono trasferiti a Parigi dove il Louvre ha messo a loro disposizione Aglae, un acceleratore di particelle unico al mondo nel suo genere.
Dal 12 al 16 gennaio, pregevoli piatti di Mastro Giorgio, custoditi a Gubbio, presso il Museo comunale, saranno sottoposti ad Aglae che consente di fare l’analisi chimica direttamente sul manufatto, in maniera non invasiva, cioè senza prelevare campioni.
L’Istituto del Cnr, che ha un’esperienza trentennale nello studio di nuovi materiali e nella loro ottimizzazione a vantaggio delle imprese, ha così accolto le istanze di numerosi artigiani di Gubbio, città che insieme con altri centri produttori di ceramica è interessata a proteggere la qualità e l’unicità dei manufatti. Poche sono le botteghe che oggi producono il lustro, una tecnica difficile e costosa, di origine islamica, che conferisce al manufatto iridescenze metalliche. "Si ottiene", spiega Giuseppina Padeletti, responsabile del progetto dell’Ismn Cnr, "applicando preparati a base di sali o ossidi metallici sulla superficie già cotta dello smalto. Sottoponendo l’oggetto a una terza cottura a piccolo fuoco in atmosfera riducente, tali sali o ossidi si fissano sull’oggetto creando effetti iridescenti".
Sarebbe un grande vantaggio per i ceramisti locali apprendere la ricetta originale di Mastro Giorgio e poter riprodurre i suoi ineguagliati lustri oro-rubino. Esempi dei suoi manufatti sono presenti nei musei di tutto il mondo. "Grazie ai nostri studi sarà possibile sviluppare una metodologia di preparazione di prototipi di lustro che possono costituire una base di partenza per rinnovare e rendere peculiare l’artigianato locale".
Ne deriverebbe una produzione di nicchia, di elevato pregio artistico, quindi certificabile con un marchio doc. E
garanzia di Mastro Giorgio.
La scheda
Che cosa: progetto di studio della ceramica rinascimentale per l’ottenimento del marchio doc
Chi: Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati del Cnr di Roma
Quando: dal 12 al 16 gennaio
Dove: Museo del Louvre, Parigi
Per informazioni: Giuseppina Padeletti dell’Ismn - Cnr, tel. 06/90672346 - 285, cell. 338/5715877, pad@mlib.cnr.it
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