ROMA - È la giustizia, di nuovo, a infiammare il dibattito politico in vista delle prossime elezioni amministrative e, soprattutto, della ripresa del processo Sme a Milano nel quale è imputato Sivio Berlusconi.
A poche ore dall’intervista al nostro giornale del presidente del Senato Marcello Pera, in cui al seconda carica dello Stato si dice favorevole al sistema di immunità totale per le più altre cariche istituzionali, compreso il premier (Il cosiddetto "lodo Maccanico"), dall’Ulivo giungono nuove critiche a Silvio Berlusconi e un generalizzato altolà a provvedimenti in Parlamento che ripristinino forme eccessive di immunità per gli uomini politici.
Senza citare per ora nè il Presidente Pera, nè il "lodo Maccanico", il leader dei Democratici di sinistra Piero Fassino attacca il premier e lo accusa di scambiare l’immunità parlamentare con l’"impunità ". Per Fassino, infatti, "l’ennesimo psicodramma giudiziario di cui è protagonista il presidente del Consiglio, oltre ad alcuni suoi amici è la dimostrazione di un' assenza di senso dello Stato". E, soprattutto, "un presidente del Consiglio non dichiara che può essere giudicato solo dai suoi pari perché i pari erano una figura della società medievale".
È Gavino Angius, capogruppo dei senatori diessini, a citare implicitamente il "lodo" tanto discusso e a dirsi contrario: "Considero l’intervento del presidente del Senato inopportuno nel metodo e sorprendente nel merito", spiega, aggiungendo che "purtroppo nella sostanza l’analisi e le proposte di Pera coincidono con quelle del presidente del Consiglio e dei suoi avvocati. E noi non siamo assolutamente d'accordo".
Anche dal vicepresidente dei deputati della Margherita ecco il 'no' secco alla proposta di sospensione dei processi per il capo del governo. "Sono decisamente contrario al cosiddetto 'lodo Maccanico'- dice Franco Monaco - perché nel contesto in cui si è prodotto, a fronte delle aggressioni alla magistratura, esso acquisterebbe chiarissimamente il senso di una ennesima norma speciale per salvare il premier". Insomma, secondo la Margherita si tratterebbe di un cedimento alla pretesa di Berlusconi di sottrarsi ai processi".
Analogo 'no' arriva anche dai Verdi e dai Comunisti Italiani, mentre un'apertura arriva invece dai socialisti, che con il loro segretario Boselli attaccano il premier ("Straparla perché teme che dopo Previti tocchi a sua volta a lui di essere condannato"), escludono tentativi di riproporre a caldo l’immunità per tutti i parlamentari, ma chiedono che sia attentamente valutata la possibilità di stabilire un regime particolare per i massimi vertici delle istituzioni".
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