Il. 6 novembre 2007, ero particolarmente contento. Ho visto la sera del 5 novembre 2007, la trasmissione "Porta a Porta" condotta da Bruno Vespa. E sono stato particolarmente colpito dai toni concilianti di Fini (ex fascista) esponente del centrodestra e di Fassino (ex comunista) esponente del centrosinistra. Si discuteva del problema degli "immigrati irregolari" ed entrambi concordavano sulla necessità di varare un "decreto legge" che regolarizzasse una volta per tutte il fenomeno delle "immigrazione selvaggia" che allarma gli Italiani tutti. Particolare degno di nota: nel corso della trasmissione sembrava che Fini "dettasse la linea" e che Fassino subisse il fascino di una "pulsione legalitaria" che finora era stato patrimonio di certa destra. Altro particolare: Fassino, assentendo alle tesi della CdL, smentiva le dichiarazioni sprezzanti di Prodi che aveva dichiarato: "noi abbiamo varato il decreto. L’opposizione faccia quello che crede". Pertanto oggi, 6 novembre 2007, mi sono alzato di buonora e sono andato a trovare il mio amico Jachinu. Jachinu, per chi non lo sapesse, è lo scemo del mio paese. Essendo scemo, non sa leggere e scrivere. Ed è questo che lo rende un "saggio antico": il fatto che non conosce le sublimi dottrine e gli astrusi pensieri dei tanti "saggi" che, in questa Europa invertebrata, ci istruiscono dietro lautissimi compensi. "Jachinu, hai visto le dichiarazioni di Fassino a Porta a Porta"? gli chiedo a bruciapelo. Ed aggiungo di un fiato: "mi sa tanto che questa volta Prodi debba fare le valigie. E’ stato smentito in pieno. E la sua linea cattocomunista è stata vistosamente sconfessata". Jachinu scuote la testa, poi dice: "Si, sembra che la politica si stia avviando nella direzione che tu dici". Meravigliato chiedo: "E tu non sei contento del fatto che finalmente si risolvano i problemi degli Italiani? E che centrodestra e centrosinistra si ritrovino attorno ad una linea comune"? Jachinu replica: "ne sarei contento se pensassi che Fini e Fassino sono dei politici "compos sui" come dicevano gli antichi Romani. Sono, invece, convinto che siano dei "pupi" ai quali il "puparo" tira i fili e detta le parole". E continua: "ma non hai visto quello che ha dichiarato Napolitano in occasione della celebrazione del 4 Novembre"? "E cosa ha dichiarato"? chiedo. Ecco: "È nostro dovere prepararci a fronteggiare ognuna delle nuove possibili emergenze che possono presentarsi nel panorama internazionale". Replico: "Embè, sono parole sagge". Jachinu sorride e chiede: "ma sai quali sono le aree delle emergenze? L’aggravarsi della situazione in Afganistan, le incognite della situazione in Iraq e in Iran ed eventuali contrapposizioni nei Balcani. Ed ha aggiunto che si richiede la "coesione nazionale" e le eventuali misure finanziarie per sostenere le nostre forze armate in tali compiti" (1). E conclude. "Napolitano sa che presto ci sarà una guerra feroce e che tutta l’area islamica si infiammerà . Lo sa ed invita alla "coesione nazionale". Obietto: "Jachinu hai detto che Fini e Fassino sono dei "pupi" in mano al "puparo". Non vorrei che pensassi la stessa cosa di Napolitano, presidente degli Italiani tutti". E Jachinu replica: "non mi permetto sia per rispetto della persona Napolitano sia per rispetto della carica di Presidente della Repubblica". "E allora"? chiedo. "E allora", replica Jachinu, "è possibile che Napolitano sia direttamente ispirato da Dio come Bush". Jachinu è uomo di fede, crede in Dio e nei Santi. Io, invece, sono un vecchio cinico. E, perplesso mi chiedo: non vorrei che Dio comparisse a Bush e a Napolitano nella veste di un comitato di banchieri. E poi siamo certi e sicuri che il "Dio" che parla a Bush ed a Napolitano sia il "Buon Dio"? Non potrebbe essere una qualche "divinità malefica"? E, in ogni caso, facendo riferimento alla concretezza degli antichi Romani, mi chiedo: "quali interessi abbiamo noi Italiani in Afganistan, in Iraq e in Iran"? Mah! Vediamo come sviluppa. Ma temo che stavolta in montagna ci andremo (1) "Napolitano: coesione nazionale per le emergenze mondiali" in "Corriere della Sera" del 5 novembre 2007, pagina 15. Antonino Amato
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