“Il parlamentare e leader di ItalExit raduna 500 persone in piazza Garibaldi: “Basta discriminazioni, Draghi è un incappucciato: i virologi predicano in tv dalla mattina alla sera, uno di loro è pronto per l’Isola dei famosi. Dopo le amministrative il Governo renderà il vaccino obbligatorio anche per gli insegnanti, noi diciamo no”. Gianluigi Paragone arriva anche a Cagliari per continuare a tenere alta l’attenzione sulla raccolta firme della sua #ItalExit contro il green pass. Il parlamentare riesce a radunare cinquecento persone in piazza Garibaldi, e arringa la folla per circa venti minuti al grido di “libertà, no al green pass e al vaccino di Stato. Se il vaccino contro il Covid non è obbligatorio, infatti, si può chiamare solo così.” è quanto viene pubblicato sulla testata giornalistica castedduonline.it
L'annuncio del 14 Agosto del suo arrivo a cagliare per Il Senatore e leader di Italexit Gianluigi Paragone è stato pubblicato su SardengaLive lo scorso 14 Agosto "GIANLUIGI PARAGONE A CAGLIARI MARTEDÌ 17 AGOSTO In attesa dell'arrivo del Senatore, proseguirà la raccolta firme contro il green pass."
Oggi nella sua diretta di Youtube, ribadisce il fatto che i media non ne danno voce e che continuerà con la sua campagna contro il gree pass. Nella diretta affronta il problema della terza dose e su come pare che queste dosi portino alla quarta e poi alla quinta, come un vero aggiornamento delle precedenti vaccinazioni come “un download” e poi segue dicendo “sta terza dose di preciso da dove arriva?”, “era già in programmazione...!?”, pare che si stia andando verso... e segue nel dire “vaccinazione di stato, che è quella non obbligatoria che fanno diventare obbligatoria”, e segue “nessuno ne ha saputo alcunché!”.
Mette l'accento sul sospetto che “che il sospetto di una terza dose, il sospetto di una vaccinazione di massa sia un qualcosa che continua a difettare di trasparenza, che non vuole mai passare attraverso i canali di discussione, di verifica”, “com'è che la gente poi si sta inc....ndo, com'è che la gente ha paura, com'è che la gente e restia a non vaccinarsi almeno che non a mettano con una pistola alla tempia, a quel punto se devo lavorare sono costretto in qualche modo a vaccinarmi.”, “però vedete che l'atteggiamento di ribellione perché anche ieri a Cagliari eravamo tantissimi c'è ed è una notizia, anche se poi i giornali fanno finta di nascondere queste piazze ,che si riempono e si raccolgono le firme”
Guarda la diretta del senatore: L’inganno della terza dose e l’asservimento della stampa “Voce del Padrone”
Nel suo blog affronta l'argomento vaccini in modo diretto;
I vaccini spaventano anche i medici: sulle chat corrono dubbi e sospetti
“Insicurezze, perplessità, un generale senso di abbandono. Non soltanto i pazienti che ricevono il vaccino ma anche medici e infermieri che si incaricano della somministrazione vivono da tempo, ormai, momenti di ansia e incertezza. E non lo nascondono, come testimoniato dagli scambi che avvengono all’interno della comunità “Medici italiani”, che conta poco meno di 100 mila iscritti. Professionisti molto attivi sui social e che nelle ultime settimane si interrogano soprattutto sulle conseguenze dei farmaci nei pazienti, alle volte anche gravi. La Verità ha pubblicato alcuni scambi avvenuti all’interno del gruppo che ben testimoniano il clima che si respira. Un radiologo toscano chiede, per esempio: “Vorrei sapere se nella vostra esperienza avete notato una maggiore incidenza di trombosi delle vene gemellari in pazienti giovani e in apparente buona salute”. Una ginecola di Roma risponde: “Io ho un sessantenne con embolia polmonare”. Annalisa Amati, medico di base a Cuneo, spiega che il gruppo è nato soprattutto per scambiare informazioni preziose al momento dell’arrivo del Covid in Italia, quando ancora si sapeva pochissimo del virus. Ora, però, l’attenzione è tutta sui vaccini e i loro effetti. La stessa Amati, per esempio, porta all’attenzione dei colleghi il caso di un paziente affetto da psoriasi ma in remissione da anni, che dopo il vaccino “ha presentato recrudescenza con chiazze in tutto il corpo che non rispondono a terapia cortisonica”. Dall’alto, dalle istituzioni, di risposte d’altronde non arrivano. E così i medici si confronto tra loro di fronte a ogni evento imprevisto, chiedendosi se possano esserci correlazioni tra reazioni, a volte anche molto violente, e i farmaci che al momento vengono somministrati agli italiani. Costretti dallo Stato a navigare a vista. Un pediatra di Bologna chiede, per esempio, se sia il caso di fare la seconda dose di Pfizer a una sessantenne che dopo la prima “si è ritrovata con un edema sulla lingua, ipotensione e astenia profonda”. Ci si confronta tra colleghi, ci si consiglia, si esprimono dubbi. Medici e infermieri abbandonati a loro stessi, costretti ogni giorno a improvvisare, a confrontarsi con l’imprevisto dietro ogni angolo. Mentre il governo continua a ricattare gli italiani per costringerli a vaccinarsi, senza se e senza ma.” / www.ilparagone.it