PATRIMONIO CULTURALE: SU LADYSILVIA: Custodire il patrimonio scientifico e culturale dovrebbe esser uno degli scopi principali perseguiti da un paese che si reputa civile, ma non basta solo salvaguardare l’ingente risorsa a sua disposizione, bisognerebbe farla conoscere il più possibile ad un vasto pubblico di visitatori.

Non parliamo poi di quelle strutture custodi di collezioni che documentano l’immenso “tesoro” naturalistico - interesse piuttosto basso nel nostro paese - costituendo in taluni casi un ingente patrimonio che comprende reperti unici al mondo.
Tra le maggiori attrazioni di Londra, Parigi e Vienna, ci sono i rispettivi Musei di “Storia Naturale”. A Napoli di musei del genere c’è ne sono addirittura quattro. Ma qui siamo lontani da un analogo richiamo di pubblico. Singolare è il caso del Museo Zoologico situato nel Centro partenopeao, al numero otto di via Mezzocannone, nella zona universitaria della città . Un Museo assolutamente storico, istituito per decreto da Gioacchino Murat nel 1813.
L’atmosfera che si respira nei due immensi saloni del Museo, circondati dalla vetrine di legno intagliato, è particolare. Le vetrine (ben 106!) ospitano svariate collezioni di animali, con oltre 5.000 campioni di Vertebrati, molte centinaia di conchiglie e decine di grandi madrepore del Mar Rosso. Il più piccolo mammifero d’Europa, il mustiolo, grande quanto uno scarabeo, “convive” con due giganteschi scheletri di cetacei (una balena e una balenottera), posti al centro del Salone Maggiore, illuminati dalla sola luce solare, perché l’illuminazione è spenta da mesi per carenze economiche. Unica (magra) consolazione: la luce naturale esalta la bellezza del legno dell’arredamento,realizzato ad imitazione di quello del Museo Naturale di Parigi, ma purtroppo rischia di danneggiare i reperti. Tra questi una delle più belle farfalle esistenti: la falena Chrysiridia del Madagascar
Rosario Scavetta
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