(Anna Laura d’Ecclesia) - Leggere mi ha dato tante cose, mi ha fatto provare emozioni che non ho ancora provato nella realtà. perché quando leggo la realtà di questo mondo svanisce, e io entro nel mondo del libro che sto leggendo
Chissa perché quando guardo il cielo non posso fare a meno di piangere... Quante stelle si sono spente? Quanti fiori sono appassiti?
Impossibile dirlo... tutto quello che so e che nessuna stella neanche la più brillante e nessun fiore neanche il più bello vive per sempre...
Occhi rossi come il sangue, capelli neri come la notte e pelle perfetta e lucente come fatta di pietre preziose, CHI SEI TU??? ASPETTA!!
Mi sveglio, mi sembra di aver dormito secoli, sarà l’agitazione del primo giorno nella nuova scuola? non lo so ma di sicuro voglio rimanere ancora un pò a letto . Mi manca giocare a nascondino, mi manca non avere neanche una problema al mondo e mi mancano i miei amici con cui parlavo, ridevo e piangevo e incredibile MI MANCANO I MIEI PROFESSORI!! Ma adesso sono qui al mio primo giorno nel liceo San Luis, pronta come sempre a combattere la mia piccola guerra contro la vita e... contro la scuola.
- Vuoi svegliarti ELENA!!!!-
- Sono sveglia, però fammi stare un altro pò a letto è presto!
- Se vuoi la colazione ti conviene alzarti!!! -
Mannaggia a me e al mio stomaco! ma proprio golosa dovevo nascere?? Mi alzo dal letto e mi dirigo verso il mio armadio, un pò disordinato in effetti però riesco a vedere che dopo i topi morti ci sono i miei vestiti.
Scherzo, niente topi morti! Però non riesco a trovare la maglietta, UFFA!!! Meno male che la cartella l’ho sistemata ieri, speriamo che non è troppo tardi e riesco a dare un morso al mio panino con la nutella...
- Mamma sono le Sette meno un quarto!!!!!!!! Non ti vergogni a far alzare tua figlia così presto??? -
- No, non volevi andare a scuola a piedi? Ora hai tutto il tempo di farlo! -
- Sei crudele -
Mi affretto a mangiare il panino, mi lavo i denti, pettino i mie capelli (sempre ribelli come me) eeee PRONTA! Do un bacio al mio fratellino di dieci anni e vado a scuola. Sono così eccitata meno male che l’apparecchio dei denti l’ho tolto l’anno scorso, sono pronta ad affrontare il liceo, I’m coming school! Fino a tre mesi fa andavo all’istituto d’arte, ora mi sono trasferita al liceo classico. Ma tra tutti i licei perché ho scelto il classico? è vero amo la letteratura e la filosofia e odio la matematica quindi lo scientifico era da escludere però odio studiare!
Alt! non pensate male di me, non sono una ciuccia solo che ho problemi di concentrazione dato che quando apro un libro di scuola la mia testa è sempre in un altro mondo, NEL MIO MONDO! Sono molto a brava a scuola nonostante non studio tantissimo. Lo so, devo studiare e impegnarmi bla bla bla bla spero almeno di diventare sempre più matura e più buona. Mi fermo e guardo il cielo... il cielo è come me, c’è la luna anche di giorno.
Vado a citofonare ad Antonella così andiamo a scuola insieme, io e lei siamo completamente diverse, io disordinata, lei precisina, io casinista, lei rispettosa, io chiacchierona , anche lei (soprattutto con me) , io irrazionale e sognatrice, lei razionale e concreta. E’ La mia migliore amica.
Mi risponde al citofono.
- Se è un ragazzo che si vuole mettere con me, lasciami una tua foto sotto la porta. Se sei tu zia che mi devi dare il regalo per la promoziane
sali pure, e se sei Elena... non ci sono. -
- Scendi puzzona, lo sapevo che eri sveglia ma tu dormi qualche volta? -
- Sai una volta è capitato che ti ho sognato, da allora mi è passata la voglia di dormire -
- Tu mi sogni perché sei innamorata di me! e adesso scendi -
- Arrivo Arrivo! e guarda che mi piacciono i maschi... non sei maschio vero? -
Ecco il rapporto che ho con la mia migliore amica, non è mitica?? Adoro la nostra amicizia, siamo oneste, non siamo sdolcinate ,ci diciamo tutto e ci vogliamo bene.
- Come facevi a sapere che ero io? non ti vengo mai a citofonare -
- Lo sapevo perché hai suonato il citofono 9 volte! solo tu potevi fare una cosa del genere alle sette e mezza del mattino -
- Scusa! ero agitata... -
- perché sei nervosa??? è il terzo hanno di liceo che fai dovresti essere abituata -
- Certo! Ma mi sono appena trasferita in questa scuola, non conosco nessuno! -
- Su stai calma, non sei la prima e non sarai l’ultima ad andare in una nuova scuola! E poi non c’è Luca?? -
- La fai troppo facile, con queste parole l’agitazione non scompare! E poi Luca mi renderà solo tutto più difficile! -
Bene . Ora che Antonella mi ha schiaffeggiato mi sento meglio. Ma mi sembra di essere osservata e il mio cuore ha un battito irregolare, ho paura?? Forse sta sera quando tornerò a casa dovrò consultare i tarocchi.
Oh no... c’è Luca. Lui è il mio migliore amico (maschio ovviamente), ma da quando si è messo con Samanta (la persona che mi sta più antipatica al mondo) non lo vedo più molto, sapevo che lui frequentasse questa scuola. Ma ormai ci parliamo poco. E non so cosa devo fare, Lo saluto?? No, lui deve salutare me. E’ lui che non si fa più vedere!
- Elena io allora vado, se rimango qui con te faccio io tardi a scuola. Non fare lite con nessuno! ok? -
Lo ammetto sono un pò polemica! ma poco... Litigo spesso con le persone. Ma solo perché non mi capiscono.
- Ok ciao buona scuola -
- Per me la scuola è sempre buona -
-Solo perché sei secchiona! -
- SI ciao -
Meno male che la casa di Antonella è vicino alla mia scuola. Dovevo sentire un pò della sua ironia se no non sarei sopravvissuta alla
giornata. Luca è da solo , strano in questa scuola deve avere almeno amico. Ok, lo vado a salutare...
- Ciao Luca -
- Ciao - Stava esitando? - come va? -
- Be... teniamo conto che è il primo giorno di scuola, che ho appena rivisto un amico che non sento da mesi, che non conosco nessuno in questo posto e che non riesco a smettere di parlare! secondo te come va? -
- Allora va abbastanza bene - mi conosce molto
- Allora hai deciso davvero di lasciare l’istituto -
- Si... -
- Scusami. Non avrei dovuto parlarne. Mi dispiace tanto. -
- Grazie, non preoccuparti -
- Mi dispiace!!! Dovevo starti più vicina... lo so che è impossibile. Ma andremo nella stessa scuola. Possiamo cercare di ritornare amici come un tempo?? Vuoi??-
Scemo! Scemo! Scemo! Scemo! Scemo! CHE ME LO CHIEDE A FARE?LO SA CHE VOGLIO!!!!!!! Non riesco a dire di no ai suoi occhi verdi - Non lo so. Mi hai praticamente scaricato - Qualche volte è bello essere infantile e fare la risentita,
O MIO DIO!!!!!!!! è suonata la campanella! no... non credo di farcela, svengo... OK OK NON SVENGO! ma sarebbe una buona scusa per non entrare a scuola. Sarò onesta, tutto sommato mi piace la scuola. E’ il simbolo della mia adolascenza.
Prendo sotto braccio Luca, mi dispiace vederlo triste.
- Andiamo porcellino? -
- Ti voglio bene -
Lo sento, sto diventando rossa mi è mancato davvero tanto, chattavo con lui qualche volta al computer ma niente di più.
- Anche io, stai ancora con Samanta? -
- Si -
Sto facendo una faccia disgustata, però la vita è sua.
E’ davvero un bel edificio, avevo visto delle foto ma non ero mai entrata dentro, è una scuola davvero bella anche se triste, lo sento, ogni muro sta gridando una storia, ogni colonna mi sta dicendo che potrei crollare , che non sono restistente come loro. Che posso spezzarmi. Ma loro si sbagliano! Posso anche sembrare una persona pigra ma non mi arrendo se amo una cosa, se sono convinta di quella cosa, e io ho scelto questa scuola proprio perché amavo il suo programma e perché è molto simile alla mia vecchia scuola, e non mi arrendo, no.
Ancora quella sensanzione, chi mi sta fissando? occhi rossi... cosa voleva dire quel sogno? Ho imparato a non ignorare mai i sogni, soprattutto i miei sogni.
- Oi, ci sei addormentata? Ti sei iscritta alla mia stessa classe signorina.
- Noooooooooooooooooooooooooo! come è potuto accadere??? perché a me??? -
- Smettila di fare la buffona, entriamo -
Mi si è appena fermato il cuore, lo sento, in questa classe vivrò tante piccole avventure.
La mia compagna di banco si chiama Asia, è davvero carina, ha gli occhi marroncini e verdi, i capelli mossi, è altissima, sembra una fragile fatina, diventeremo grandi amiche! Da quello che ho capito è una persona un pò pazza, il tipo di persona che adoro.
E’ appena entrata una professoressa, già mi piace, ha un viso dolce, materno.
- Ragazzi mi presento sono Ros la vostra professoressa di letteratura -
Sarà il destino? già alla prima ora letteratura! sono al nono cielo! E’ fantastico! però chissa se ci lasceranno del tempo oggi per rilassarci (non credo) ma se è così ho portato un libro da leggere, non si sa mai.
Io sento ancora una strana inquietudine..
- Elena, Elena è presente?? -
- Mi scusi professoressa! Non avevo sentito! - però sentivo chiaramente le risate dei miei nuovi adorabili compagni!
- Elena Sole, cerca di non iniziare col piede sbagliato l’anno scolastico ok? -
- Certo mi scusi!! - nonostante mi avesse sgridata aveva ancora uno sguardo dolce, meno male!
- Elena sei nuova giusto? Come mai hai cambiato scuola? -
- Ho avuto problemi familiari - Non posso parlare di quello che è successo.
- Ok, mi raccomando fatela sentire al suo agio ok? -
Tutti i ragazzi in coro dissero “ certo professoressa“ ma io non mi fido molto.
- Ragazzi esprimete i sentimenti del primo giorno di scuola di questo nuovo anno, in una poesia, in un brano, anche solo in una frase e non fate chiasso. -
Una poesia... Si farò una poesia e magari mi sfogherò un pò sono troppi i sentimenti che provo.
Red Eyes
Paura, la paura vera. Non l’illusione di un sogno, ma paura.
Di perdere amici, di non trovare mai l’amore.
Irrazionale paura. E questi occhi rossi puntati su di me non vogliono chiudersi,
Gioia, gioia vera, non l’illusione di un sogno, ma la gioia di un nuovo gioco da vincere.
Solitudine, la solitudine vera, non l’illusione di un incubo
quella che ti fa piangere e urlare ma ti accorgi che è il tuo cuore ad urlare, non tu.
Il problema è che l’illusione di un sogno può essere più vera della realtà...
di Anna Laura d’Ecclesia
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