Buongiorno Signor Ministro. Fiducioso della Sua attenzione Le invio un mio pensiero. Credo che dopo la notizia dell’ANSA di oggi 18 dicembre, 10:47 : "Maro', un altro slittamento sulla licenza a Natale- l’Alta Corte del Kerala rinvia a domani l’udienza, ", forse il democratico e civile approccio fino ad ora applicato nei confronti dell’India ed improntato al massimo low profile, non sta dimostrando tutta l’efficacia sperata.
Credo, quindi, che ormai lo Stato deve dimostrare di essere presente perchè l’Italia non può essere ancora sbeffeggiata.
Uno Stato che ha l’obbligo giuridico e morale di conferire sicurezza e tranquillità a tutti coloro che operano nel mondo sotto la Bandiera italiana, siano essi operatori del volontariato civile o militari impegnati nelle Operazioni di Peace Keeping.
Molti di costoro hanno perso la vita per assolvere al loro impegno a favore di altri popoli senza distinzione di razza e di cultura e per affermare, nel migliore dei modi, il ruolo dell’Italia nel contesto internazionale. Italiani ancora oggi impegnati in terre lontane che trascorreranno lontani da casa e dai loro affetti più cari la ricorrenza del Natale, che Lei giustamente ha definito la più bella festa dell’anno.
Non si può accettare questo continuo rimandare anche dopo che l’Italia - forse la prima ed unica nella storia del mondo - ha sottoscritto un impegno di vigilare - "around the clock" - i nostri militari qualora fosse concessa loro la "licenza natalizia", accettando di fatto di limitare la libertà personale di due suoi cittadini su richiesta di uno Stato estero e senza che la magistratura italiana abbia sancito un simile provvedimento.
Spero che convenga sulla illogicità e forse anche non costituzionalità di questo impegno che non potrà essere comunque disatteso nel rispetto dell’etica vincolante che caratterizza gli impegni bilaterali sottoscritti in ambito internazionale, ma che sicuramente non darà dignità all’immagine nazionale e, tantomeno, alle nostre Forze Armate.
Ho in precedenza auspicato che le Istituzioni devono dimostrare di esserci. Sicuramente non con azioni militari il cui successo peraltro sarebbe seriamente compromesso dopo 10 mesi, ma nemmeno continuando solo ad esprimere "fratellanza", "vicinanza", "speranza" , ed altre dichiarazioni di intenti. Piuttosto manifestando precise posizioni nei confronti di uno Stato che sicuramente non sta dimostrando di essere un vero alleato dell’Italia ed evidenzia di essere custode di una tradizione e di un'etica molto distanti dal concetto universale di democrazia. Non credo che si possa rimandare più di tanto. Nell’augurarle buon lavoro La saluto cordialmente. Fernando Termentini
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