Portici: Presi gli autori dell’omicidio di Teresa Buonocore, la 51enne barbaramente uccisa con quattro colpi di pistola, il 20 settembre scorso a Napoli; una vera e propria esecuzione all’interno della sua auto.
Alberto Amendola e Giuseppe Avolio, rispettivamente 26 e 21 anni, sono stati arrestati ieri mattina dagli agenti della Squadra mobile di Napoli con l’accusa di omicidio, detenzione e porto illegale di arma da fuoco, relativo munizionamento e spari in luogo pubblico.
Teresa Buonocore era la mamma della bambina di otto anni violentata da Enrico Perillo. Grazie alla sua testimonianza l’uomo, dal giugno scorso, sta scontando una condanna in primo grado a 15 anni di reclusione nel carcere di Modena. Inoltre la sua famiglia deve pagare una “provvisionale“ di 50mila euro.
Amendola, di professione tatuatore, è amico di Perillo e ha pure testimoniato a suo favore durante il processo per pedofilia.
La svolta nelle indagini c’è stata quando gli agenti si sono insospettiti per la denuncia di furto del motorino di Amendola presentata da suo fratello. Era lo stesso utilizzato dai sicari per inseguire la vittima prima di ucciderla. Dallo sviluppo delle indagini è emerso il coinvolgimento del fratello e della moglie di Enrico Perillo, entrambi indagati per omicidio.
In una rimessa per auto della famiglia Perillo gli investigatori hanno trovato e sequestrato un arsenale: 5 pistole, 2 mitra, 2.632 cartucce di vario tipo (perforanti, blindate, a pallettoni), due giubbotti antiproiettile, 18 caricatori, fondine e valigette per armi.
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