Distrofia Muscolare Post Vaccinazione obbligatoria Antipolio e, i Guai non Finiscono

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Verona : Vaccinazione obbligatoria, una storia che ha dell’incredibile. Una famiglia italiana distrutta, dalla vaccinazione obbligatoria Antipolio. Risarcita dopo 25 anni di battaglie. Ma il caso continua.
Stiamo parlando degli anni 70, dove tra i tanti casi risulta eclatante questo caso di Verona. Una Vera tragedia familiare. Dopo avere fatto vaccinare i propri figli questa famiglia di Verona, si ritrova doppiamente penalizzata.
Il papà del ragazzo distrofico si chiama Giorgio Tremante cittadino Veronese, molti lo ricordano per il servizio meritevole DELLE IENE SU ITALIA UNO.
Loro vivono in una casa popolare a Verona, e per offrire al figlio rimasto Vivo post-vaccinazione Antipolio, con danni irreversibili, sono costretti ad attrezzare la stanza del ragazzo «Alberto» oggi ha superato i 30 anni, con la strumentazione salva vita necessaria. Diversamente sarebbe stato costretto a vivere tutta la vita in ospedale. Alberto non può parlare come tutti noi usa le braccia per mimare ciò che desidera.
Molti ricorderanno il caso: Verona: un altro ragazzo, sopravvissuto, è handicappato , la beffa del risarcimento.
«QUEI BIMBI UCCISI DALl’ANTIPOLIO»
Il ministero dopo 25 anni, da ragione al padre: due dei figli stroncati dal vaccino.
Bene, ora dopo il danno e, la beffa che in qualche modo ha risarcito la famiglia anche se parzialmente e, cosa peggiore non potrà mai ridare la vita ai due bimbi deceduti, e guarire Alberto il terzo figlio distrofico per tutta la vita che gli rimarrà. Si ritrovano a fare i conti con l’ente dell’energia elettrica veronese l’AGSM azienda energia elettrica di Verona.
Ricordiamo che la distrofia muscolare fa parte di quel gruppo di gravi malattie neuromuscolari a carattere degenerativo.
Ma eccovi «La beffa nella beffa». Per motivi di sicurezza e per offrire ad Alberto una vita più umana con la propria famiglia, il papà di Alberto ha dovuto stipulare due contratti di fornitura elettrica nello stesso appartamento dove vivono tuttora. Trattasi di casa popolare, dove una delle stanze è stata attrezzata a dovere per garantire la sopravvivenza di Alberto.
A tale stanza è stato applicato un secondo contatore elettrico, con un secondo contratto di fornitura elettrica per garantire il funzionamento notturno degli apparecchi salva vita di Alberto. Questo garantisce in caso dovesse andare via la luce nell’appartamento (sappiamo che un contratto standard non supera 3/5KW di potenza), continuità di corrente elettrica agli apparecchi salva vita. Per Alberto occorrono apparecchi che avrebbero nel totale dei consumi superato i consumi elettrici standard.
Il papà di Alberto, per garantire continuità nei pagamenti per la fornitura di corrente, ha più volte chiesto agevolazioni alla compagnia elettrica e, invece cosa accade?.. il fornitore di corrente elettrica non solo omette le agevolazioni ma fa pagare il doppio di una bolletta normale, in quanto a detta loro trattasi di un secondo appartamento e, la legge a tale contratto fa pagare di più perché trattasi di Lusso e non di necessità.
Capite la Beffa nel paese dove ormai nulla più ci stupisce. Questa famiglia perde due Figli, il terzo rimarrà per sempre distrofico e, paga due bollette di cui una con tariffa da seconda appartamento, quando in realtà trattasi di una stanza dello stesso appartamento.
AGSM per conto loro rispondono che se dovessero applicare una tariffa agevolata al cliente, verrebbero Sanzionati, è quanto prevede l’autorità dell’energia elettrica e del gas. Un vero paradosso da risolvere.
Ricordiamo che Alberto è un ragazzo con tanta voglia di Vivere, è quasi laureato, svolge una vita sociale adeguata e, un grande conoscitore del Calcio, Tifoso del Verona, ha imparato a respirare dopo tutti questi anni in modo autonomo durante il giorno, ma è obbligato di notte all’uso degli apparecchi salva vita.
Alleghiamo il Video girato dalle Iene il caso delle BOLLETTE CHE TOLGONO IL FIATO



La vaccinazione anti-polio in Italia
In Italia, per legge dal 1999, il primo ciclo di vaccinazione antipolio, con qualsiasi tipo di IPV (singolo o in combinazione), veniva iniziato nel corso del terzo mese di vita, a partire dal compimento della ottava settimana. La seconda dose di IPV veniva somministrata entro il quinto mese di vita, non prima che fossero trascorse sei settimane dalla somministrazione della prima. Il ciclo veniva continuato con la somministrazione di una dose di OPV nel corso dell’undicesimo-dodicesimo mese di vita. La somministrazione della terza dose della vaccinazione antipolio con OPV aveva lo scopo di rafforzare l’immunità mucosale individuale e di gruppo anche in soggetti non vaccinati. Il differimento della somministrazione dell’OPV dopo il compimento del decimo mese di vita lasciava un tempo sufficiente a mettere in evidenza eventuali alterazioni dell’immunocompetenza, tali da controindicare in modo permanente o temporaneo la somministrazione di vaccini a base di virus viventi attenuati. Il ciclo di base della vaccinazione antipolio veniva completato con la somministrazione di una dose di OPV nel corso del terzo anno di vita, e comunque non prima che fossero trascorsi dodici mesi dalla somministrazione della terza dose di OPV.
Il 30 maggio 2002, è stato siglato un accordo fra Conferenza Stato-Regioni e il Ministero della Salute sulle modifiche al calendario della vaccinazione antipolio che ha previsto, in Italia, il passaggio alla sola somministrazione di vaccino inattivato (IPV). In particolare laccordo prevede:
una prima dose di vaccino inattivato potenziato nel corso del terzo mese di vita;
una seconda dose di vaccino inattivato potenziato nel corso del quinto mese di vita;
una terza dose di vaccino inattivato potenziato fra lundicesimo e il dodicesimo mese di vita;
una quarta dose di vaccino inattivato potenziato nel corso del terzo anno di vita.
Il Ministero della salute comunque assicura il mantenimento di una scorta di vaccino attivo (OPV), in caso di emergenza.
Silvia M. Carrassi