Recensire Scandalo è attraente ed arduo. Poiché non è uno spettacolo che si limita a raccontare una storia, ma mette lo spettatore — e chi scrive — davanti a un nodo irrisolto del nostro presente: il rapporto che abbiamo con il desiderio femminile quando si smette di essere giovane, docile, rassicurante.
Ivan Cotroneo torna al teatro dopo Amanti con una commedia solo apparentemente brillante. In realtà Scandalo è un testo lucido,spietato, che usa l’ironia come una lama sottile. Fa ridere, sì, ma è una risata che spesso si spegne in gola, perché ci riconosciamo nelle nostre stesse contraddizioni.
Al centro dello spettacolo c’è Anna Valle, ed è giusto dirlo con chiarezza: la sua interpretazione è il vero motore emotivo della messinscena. Valle costruisce Laura con un’intelligenza rara, evitando ogni compiacimento e ogni facile empatia. Il suo è un lavoro fatto di sguardi, di esitazioni, di silenzi che parlano più delle battute. Laura è una donna di cinquant’anni che ha vissuto per troppo tempo dentro uno sguardo altrui, definita come “sposa bambina” di uno scrittore celebre, un’etichetta che il mondo non ha mai smesso di appiccicarle addosso. Valle restituisce tutta la fatica di liberarsene, senza mai cercare la simpatia dello spettatore, ma conquistandola scena dopo scena.
Nella villa sull’Appia Antica, Laura sembra sospesa, come se il tempo avesse rallentato il passo, in attesa di una decisione che fa paura. Quella decisione prende il volto di Andrea, il giovane incaricato di rimettere ordine nella biblioteca di famiglia. Gianmarco Saurino gli presta un corpo e uno sguardo diretti, audaci, mai accomodanti. Il loro incontro funziona proprio perché Valle e Saurino reggono un confronto paritario, fatto di tensione, attrazione e ambiguità, senza mai scivolare nel cliché.
Tra loro ci sono gli stessi ventiquattro anni che separavano Laura dal marito. Ma il mondo non legge questa simmetria allo stesso modo. Ed è qui che lo spettacolo colpisce più forte. Cotroneo mette in scena uno scandalo che non è morale, ma culturale. Se un uomo maturo desidera una donna più giovane, la società chiude un occhio. Se accade il contrario, il desiderio diventa immediatamente sospetto, ridicolo, inaccettabile.
Attorno ai protagonisti si muove una piccola comunità — l’editor, il vicino, la ragazza che vive in casa — interpretata con precisione da Orsetta De’ Rossi, Angelo Tanzi e Matilde Pacella. Personaggi che sembrano comprimari, ma che in realtà incarnano lo sguardo sociale: quello che osserva, giudica, interpreta, spesso senza pietà.
La scena disegnata da Monica Sironi è elegante, quasi immobile, come una vetrina in cui tutto è visibile e nulla è davvero al sicuro. Le luci di Cesare Accetta scavano negli spazi emotivi più che in quelli fisici, mentre i costumi di Alberto Moretti e le musiche originali di Gabriele Roberto accompagnano il racconto con discrezione e intelligenza.
Ma è soprattutto grazie ad Anna Valle se Scandalo riesce a restare addosso allo spettatore anche dopo il buio finale.
La sua Laura non chiede indulgenza, non cerca giustificazioni. Rivendica il diritto di desiderare, pagando il prezzo di quello sguardo collettivo che ancora oggi fatica ad accettarlo. Un’interpretazione matura, coraggiosa, necessaria.
Si esce dal teatro senza risposte consolatorie, ma con una domanda che continua a lavorare dentro. Quanto siamo davvero pronti ad accettare la libertà di una donna quando coincide con il suo desiderio?
Scandalo non chiede consenso. Chiede onestà. E grazie a una protagonista davvero speciale, lo fa con una forza che difficilmente si dimentica.
Riferimenti dello spettacolo
Scandalo
di e con la regia di Ivan Cotroneo
In scena:
- Anna Valle
- Gianmarco Saurino
Con:
- Orsetta De’ Rossi
- Angelo Tanzi
- Matilde Pacella
- Scene: Monica Sironi
- Costumi: Alberto Moretti
- Disegno luci: Cesare Accetta
- Musiche originali: Gabriele Roberto
- Produzione: Diana Or.I.S.
Teatro Manzoni – Milano
Dal 9 al 21 dicembre 2025
BIGLIETTI
Prestige € 37,00 - Poltronissima € 34,00 - Poltrona € 26,00 - Poltronissima under 26 anni € 18,00
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